Caporalato, operazione di Polizia e Carabinieri a Sabaudia: arresto e sequestro

L'operazione congiunta di polizia e carabinieri è scattata questa mattina e ha portato all'arresto di un cittadino indiano di 47 anni. Sequestrato anche un terreno. Procuratore capo De Gasperis: "Aperto un varco nel muro di omertà"

Il sequestro del terreno a Sabaudia

E’ scattata questa mattina in provincia di Latina un’operazione per il contrasto al caporalato da parte del personale della Digos, del comando provinciale Carabinieri e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Latina.

L'operazione ha portato all'arresto di un cittadino indiano ed al sequestro preventivo di un terreno a Sabaudia dove sono state allestite delle baracche in cui alcuni braccianti indiani vivevano, in condizioni di degrado, in cambio di somme di denaro.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Gregorio Capasso. A finire in manette un cittadino di origini indiane di 47 anni residente a Sabaudia e accusato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. 

AGGIORNAMENTI

L’operazione di questa mattina è figlia di un’indagine svolta dalla Digos, dal comando provinciale dei Carabinieri con lo stesso Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Latina sul fenomeno del caporalato in agricoltura. I particolari sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il procuratore capo Andrea De Gasperis e il sostituto procuratore Gregorio Capasso, il dirigente della Digos, il vice questore aggiunto Walter Dian, il comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri, il maggiore Paolo Befera e il comandante del Nucleo dei carabinieri presso l’Ispettorato del Lavoro di Latina, il maresciallo Stefano Macrì.

IL SEQUESTRO - Nel corso dell’operazione è stato eseguito il sequestro preventivo di un terreno privato che si trova in una zona di campagna in via Portosello tra Sabaudia e Pontinia dove sono state trovate alcune baracche dove vivono, in condizioni di estremo degrado, cittadini indiani (alcuni irregolari) dediti a lavorare nelle campagne. 

Alcuni dei braccianti, come spiegato dal capo della Digos nel corso della conferenza, hanno raccontato la loro situazione lavorativa e alloggiativa riferendo di pagare circa 50 euro al mese per vivere nelle baracche al marito della proprietaria del sito, che una volta al mese arriva a Sabaudia per riscuotere il denaro. “Solo oggi, nel corso del sequestro nelle strutture sono stati trovati 12 cittadini indiani, di cui 4 irregolari” ha riferito Dian. 

I due coniugi di Roma, un pensionato di 74 anni e la moglie 69enne, sono indagati a piede libero e devono rispondere di favoreggiamento alla permanenza illegale di cittadini stranieri clandestini sul territorio nazionale. 

L’ARRESTO - L’attività che ha portato all’operazione di oggi, come ha spiegato il maggiore Befera, è nata a seguito di una serie di ispezioni fatte dall’inizio dell’anno, in particolare in seguito all’accesso della Commissione Parlamentare per gli infortuni nelle aziende in un'attività di Sabaudia. 

Il 47enne arrestato questa mattina è considerato responsabile di aver svolto, come capo-squadra dell’azienda agricola di Sabaudia - la Centro Lazio con sede legale ad Anzio -, “un’attività organizzata di intermediazione caratterizzata da sfruttamento mediante violenza e/o minaccia (approfittando anche dello stato di bisogno e di necessità) nei confronti di alcuni suoi connazionali, che venivano regolarmente assunti dall’azienda per lavorare nelle campagne, in cambio dovevano anche pagargli somme di denaro ingiustificate”.

Nello specifico, lo straniero, come ricostruito dai militari anche grazie al racconto di alcune delle vittime, per “far entrare i braccianti indiani nell’azienda, per inserirli nel lavoro, voleva circa 250/300 euro per il primo anno e circa 100 euro per gli anni successivi. In questo senso questa è una particolare forma di caporalato etnico” ha spiegato Befera. 

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IL PROCURATORE CAPO DE GASPERIS - “Quella che ha portato all’operazione svolta questa mattina è un'indagine molto importante perché ha permesso di aprire un varco in quello che è un vero e proprio muro di omertà, dovuto dal fatto che i soggetti potenzialmente sfruttati non parlano - ha riferito il procuratore capo di Latina, Andrea De Gasperis -. Con questa indagine, la polizia giudiziaria è riuscita ad acquisire dichiarazioni sullo stato di quattro persone che hanno riferito di essere sfruttate nel campo del lavoro. Si tratta certo di un inizio, ma la speranza è che rotto questo muro adesso altri braccianti sfruttati si sentano nella condizione di aprirsi con la polizia giudiziaria e riferire qual è la loro situazione”. 

SOSTITUTO PROCURATORE CAPASSO - “Questa è la punta di un iceberg e le indagini sono ancora in corso. Un’indagine intelligente che segna una discontinuità con il passato, perché finalmente c’è qualcuno che ha parlato” ha dichiarato il sostituto procuratore Capasso. 

IL BILANCIO - E sono numeri importanti quelli dell’attività di controllo svolta dall’inizio dell’anno ad oggi dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Latina; numeri che questa mattina sono stati illustrati dal comandante, il maresciallo Stefano Macrì: "Dall'inizio dell'anno sono state controllate 48 aziende, di cui 19 sono risultate irregolari; sono stati ascoltati 385 lavoratori, di cui 68 trovati completamente in nero, e 24 clandestini, per cui abbiamo denunciato 9 imprenditori. Elevate sanzioni amministrative per 96.300 euro".

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IL DISEGNO DI LEGGE - Come noto, lo scorso martedì 18 ottobre il Parlamento ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge Martina-Orlando sul Caporalato, che rafforza le misure atte a contrastare il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura.

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