Cesare Battisti, ergastolo confermato. Ma potrà godere dei benefici penitenziari

La decisione della Corte d'Assise d'Appello di Milano. Il legale dell'ex terrorista chiedeva di commutare la pena dell'ergastolo con quella di 30 anni di carcere

(foto Ansa)

Ergastolo confermato per Cesare Battisti, arrestato dopo 37 anni di latitanza nel gennaio scorso e rinchiuso da allora nel carcere di Oristano. Questa la decisione della Corte d'Assise d'Appello di Milano che, nell'ambito dell'incidente di esecuzione sollevato dalla Procura generale in seguito alla richiesta dell'avvocato Davide Steccanella, ha rigettato la richiesta presentata dalla difesa dell’ex terrorista originario di Sermoneta di acconsentire all'istanza di commutazione della pena dall'ergastolo a 30 anni, sulla base dell'accordo di estradizione raggiunto faticosamente tra Italia e Brasile, dove non è previsto il carcere a vita. I giudici hanno anche stabilito che la pena nel suo caso non è ostativa alla richiesta di benefici; questo significa che, avendo già scontato 6 anni e mezzo di carcere, potrà richiedere benefici penitenziari (come ad esempio i permessi premio) già tra 3 anni e mezzo circa dopo che avrà scontato complessivamente dunque 10 anni di carcere. Spetterà alla magistratura di sorveglianza "valutare se e quando Cesare Battisti potrà godere dei benefici penitenziari così come previsto dall'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario che non prevede il carcere in regime ostativo per i reati di terrorismo". 

Non applicabili gli accordi di estradizione italo-brasiliani

Gli accordi di estradizione italo-brasiliani, scrive Today.it, non sono stati ritenuti applicabili, per un motivo molto preciso: "Se Cesare Battisti avesse voluto far valere gli accordi di estradizione italo-brasiliani, non avrebbe dovuto allontanarsi volontariamente dal Brasile e non avrebbe dovuto opporsi alla conclusione della procedura estradizionale con la sua consegna all'Italia dal Brasile" spiegano i giudici.

Venerdì scorso, davanti ai giudici togati e popolari presieduti da Giovanna Ichino, l'avvocato aveva auspicato l'applicazione dell'accordo sottoscritto tra Italia e Brasile per l'estradizione dell'ex terrorista, secondo il quale non sarebbe stata prevista la pena dell'ergastolo semplicemente perché il codice penale brasiliano non contempla la pena del carcere a vita. I giudici hanno rigettato l'istanza. L'accordo di estradizione italo brasiliano non è valido perchè l'ex terrorista dei Pac venne arrestato in Bolivia e consegnato alle autorità italiane dopo essere stato raggiunto da un provvedimento di espulsione. "Le autorità boliviane - si legge nell'ordinanza - erano libere di espellere lo straniero illegalmente entrato nel loro territorio e di consegnarlo al suo paese di origine".

Il legale dell'ex terrorista si era invece richiamato alle norme di La Paz in materia di espulsione (che nel caso di Battisti non vennero rispettate) per affermare che si trattò a tutti gli effetti di un'estradizione. Ma per la Corte d'Assise di Milano, anche se nei verbali della Digos si fa esplicito riferimento a una "procedura estradizionale concessa dalle autorità di quel Paese, la Bolivia, a quelle italiane", in realtà Battisti "è stato destinatario di un provvedimento di espulsione dalla Bolivia, in quanto era volontariamente entrato e si era intrattenuto illegalmente nel paese". Quindi "non risponde al vero quanto sostenuto dalla difesa, e cioè che la decisione delle Autorità boliviane di consegnarlo ai funzionari dell'Interpol per il trasferimento in Italia sarebbe stata presa solo in un momento successivo rispetto all'emissione del provvedimento di espulsione e che l'interessato avrebbe invece dovuto essere consegnato dalle autorità boliviane a quelle brasiliane, anziché a quelle del suo paese di origine e cittadinanza, l'Italia".

L'avvocato di Battisti preannuncia ricorso in Cassazione.

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