Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Manca la perizia sulla cocaina sequestrata, assolto il padre di Desirée Mariottini

Gianluca Zuncheddu era accusato con il fratello Marco di cessione di sostanze stupefacenti ma in udienza è venuta meno la prova chiave

Il padre di Desirée Mariottini, Gianluca Zuncheddu, e il fratello Marco sono stati assolti dall’accusa di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti perché è venuta meno la prova chiave vale a dire la perizia sulla sostanza stupefacente sequestrata e oggetto del processo.

La sentenza di assoluzione è stata pronunciata questa mattina dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone il quale ha accolto la richiesta del pubblico ministero Giuseppe Miliano.

La vicenda oggetto del processo risale a maggio 2016 quando nell’ambito di servizi mirati a contrastare proprio lo spaccio di stupefacenti a Cisterna era stato fermato un giovane che risultava essere in contatto con i fratelli Zuncheddu. Il pusher aveva addosso 2,7 grammi di cocaina divisa in cinque dosi nascoste in un involucro nella biancheria, un altro grammo suddiviso in due dosi all’interno di uno sgabuzzino e poi, su sua indicazione i militari avevano altri 55 grammi di cocaina nascosta in un vaso di vetro sotterrato e coperto di rami secchi in una località boschiva a Cisterna. Era stato il ragazzo a rivelare che lo stupefacente lo aveva avuto da Gianluca e Marco Zuncheddu per venderlo.

Ma questa mattina il pubblico ministero Giuseppe Miliano in udienza ha dovuto chiedere l’assoluzione dei due imputati, assistiti dall’avvocato Oreste Palmieri, perché all’epoca non sarebbe stata effettuata una perizia sulla sostanza sequestrata che poi nel frattempo è stata distrutta. Non c’era più alcuna prova che fosse cocaina e il gup non ha potuto fare altro che accogliere la richiesta dell’accusa e assolvere entrambi.

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