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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Consorzio di Bonifica: “Alla prima alluvione si rischia di tornare sott’acqua”

I lavoratori denunciano: nonostante le promesse la Regione risponde con un nulla di fatto. Senza finanziamenti non si riescono più ad eseguire la manutenzione dei canali né la gestione delle fasce frangivento. "La situazione è degenerata e non è più sostenibile, il Consorzio è al collasso"

Il contenuto di quanto denunciato dai lavoratori del Consorzio di Bonifica è chiaro: non si può più aspettare, si è arrivati al collasso e, al primo alluvione, l’agro pontino rischia di tornare sott’acqua.

“Nonostante le promesse ai lavoratori del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, la Regione Lazio risponde, al momento,  con un nulla di fatto”, spiegano in una nota i dipendenti, chiarendo che da ben cinque anni la Regione non paga più i servizi di pubblica manutenzione né quelli relativi alla gestione di opere di preminente interesse regionale, come per esempio alcuni impianti idrovori (Mazzocchio e Capoportiere).

Il risultato è che non si riescono più a garantire i lavori di manutenzione dei canali né la gestione delle fasce frangivento, di competenza regionale.

Di conseguenza, da cinque mesi l’Ente non riesce a garantirci gli stipendi. Ma i dipendenti del Consorzio, continuano nelle loro attività, “assicurando,  pur con la limitatezza delle risorse a disposizione, la tenuta idrogeologica del nostro  territorio e l’ acqua per l’agricoltura”.

Ma ad oggi si è arrivati a un punto in cui la situazione non è più sostenibile: ci sono mezzi da manutenere, fornitori da pagare  e stipendi da riconoscere.

“Adesso, con i piedi asciutti, è facile non vedere il peggio, ma la bonifica è un’attività costante, soprattutto in un territorio come  l’Agro Pontino che è sorto dall’acqua e che rischia di ritornarci.

Quello che vogliamo ribadire è che l’assenza della Regione Lazio non nuoce solo a noi dipendenti per i mancati stipendi, ma a tutta la collettività per la mancanza dei servizi. Non è necessario aspettare un’alluvione perché un territorio fragile come l’Agro Pontino si allaghi.

Per questo perseveriamo nella nostra protesta continuando con l’assemblea permanente fino allo sciopero del prossimo 3 novembre”.

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