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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Emergenza rifiuti, tavolo in Prefettura: commento di Cusani e Stefanelli

Il presidente della Provincia e l'assessore all'Ambiente, al termine della riunione di stamattina, intervengono in merito all'emergenza rifiuti a Latina

Si stringono i tempi per trovare una soluzione all’emergenza rifiuti nel capoluogo pontino scoppiata come un fulmine a ciel sereno nei giorni scorsi.

Stamattina presso la Prefettura di Latina si è tenuto un tavolo tecnico alla presenza di tutte le parti interessati. Al termine della riunione, il presidente della Provincia Armando Cusani e l’assessore all’ambiente Gerardo Stefanelli hanno commentato la situazione attuale vissuta dal capoluogo pontino ma in generale la questione rifiuti nella provincia pontina.

“Quello che in questi giorni si sta palesando non è altro che la logica conseguenza della incapacità di chi si è succeduto alla guida politica della Regione Lazio negli ultimi decenni – hanno commentato Cusani e Stefanelli in una nota -. Abbiamo affermato inascoltati per anni che il piano dei rifiuti, anche l’ultimo licenziato dalla Regione Lazio soltanto qualche mese fa, doveva avere dei criteri operativi diversi, perché viola palesemente le direttive imposte dalla Commissione europea e non è in grado di costruire una soluzione adeguata al problema rifiuti che punti all'autosufficienza del ciclo.

Inoltre, determina il caos sui territori regionali perchè non definisce le funzioni delle Autorità d’Ambito, non spiega i criteri di localizzazione degli impianti e non costruisce l’autosufficienza della gestione che abbia come obiettivo la produzione “zero” dei rifiuti.

Eppure la legge indica in modo chiaro che bisogna realizzare gli Ambiti Territoriali Ottimali, i quali devono organizzare il ciclo integrale dei rifiuti. Disposizione disattesa da tutte le amministrazioni regionali, nessuna esclusa, mentre all’interno dell’ultimo piano regionale si stabilisce che gli impianti per il trattamento dei rifiuti devono essere realizzati dai privati, perché ci deve essere libera concorrenza.

A questo punto, anche se quella operata dalla Regione Lazio è una scelta sbagliata, questa deve assumersi la responsabilità di creare le condizioni per un’effettiva concorrenza tra privati, altrimenti saremmo passati dal monopolio delle discariche a quello degli impianti di trattamento.
Che la provincia di Latina è in emergenza, poi, lo afferma chiaramente l’attuale piano dei rifiuti della Regione Lazio e la Comunità europea. Infatti, a fronte di 250 mila tonnellate di rifiuti da smaltire, vi sono impianti che ne possono ospitare soltanto 160 mila tonnellate.

Per concludere, la decisione assunta al termine della riunione è quella di concedere alla Regione Lazio e alla Rida Ambiente 48 ore di tempo per verificare gli effetti quantitativi dei rifiuti che quest’ultima può accogliere per conto del Comune di Latina, trascorse le quali se no non sarà trovata una soluzione si dovrà procedere sul da farsi”.

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