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Emergenza terremoto, incessante l’impegno della Protezione Civile ad Amatrice

Allestita nel campo di Torrita è stata attivata una delle tre cucine volute dalla Regione Lazio e dal Comune di Amatricee in questa settimana gestita da varie associazioni pontine: da domenica la mensa ha servito un pasto caldo a più di 100 persone

Prosegue incessante l’impegno anche dei volontari pontini della Protezione Civile nei territori colpiti dal violento terremoto del 24 agosto scorso. Sì perché sulle montagne di Amatrice è già pieno inverno, l’emergenza sisma è ancora ben lontana dal potersi dire superata e la vita degli sfollati va avanti tra mille disagi. 

Sabato presso il campo di Torrita è stata attivata una delle tre cucine volute dalla Regione Lazio e dal Comune di Amatrice, affidata al coordinamento FE.P.I.VOL (Federazione Pronto Impiego Volontari) del presidente Roberto Cotterli. 

In questa prima settimana la struttura è gestita da varie associazioni del nostro territorio (“VER Sud Pontino” di Formia, “AEGO” Castelforte, “ERI” Itri, gruppo comunale Minturno, Associazione “Petrucci” Sabaudia e “GIP” di Roccasecca dei Volsci) sotto il coordinamento di Antonio Tomao, responsabile del “VER”, il gruppo di Protezione Civile convenzionato con il Comune di Formia.

Già dalla scorsa domenica la mensa ha servito un pasto caldo a più di 100 persone. Da lunedì, tra pranzo e cena, i pasti giornalieri sono saliti a 450, divisi tra popolazione, volontari e soccorritori. 

La gestione della cucina è stata affidata alla Federazione Italiana Cuochi con a capo lo chef Roberto Rosati. I cuochi impegnati provengono da tutta Italia. In questa prima settimana ha lavorato uno staff di cuochi abruzzesi che si è dato il cambio con un team proveniente dalla Toscana. La tensostruttura realizzata per ospitare la mensa è interamente riscaldata e si è presto trasformata in un punto di ritrovo per gli sfollati. Resterà attiva fin quando non cesserà l’emergenza.

 “Il mio pensiero e ringraziamento  – sostiene Antonio Tomao, responsabile del “Ver Sud Pontino” – va ai volontari che nei primi giorni hanno dormito a temperature sotto lo zero lavorando quasi 24 ore al giorno. Ci aspettano mesi difficili, anche dal punto di vista meteorologico. C’è molto da fare ogni giorno nella speranza di riuscire a dare un sostegno alle tante persone che nel terremoto hanno perso tutto e che ora non devono perdere anche la speranza”.  

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