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Farmaci per bambini contraffatti, Nas di Latina arresta tre manager

Blitz dei militari pontini che hanno eseguiuto le ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Frosinone nei confronti dei 3 dirigenti di una casa farmaceutica nazionale

L’operazione dei carabinieri del Nas di Latina è scattata questa mattina all’alba: tre dirigenti di una casa farmaceutica nazionale, la Geymonat, sono stati arrestati dai militari pontini con l'accusa di aver contraffatto un medicinale utilizzato per la cura di affezioni respiratorie di bambini e lattanti.

L'indagine è stata condotta con l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e l'Istituto Superiore di Sanità (ISS).

“Gli arresti - informa il comando del Nas di Latina - sono stati eseguiti nelle prime ore della mattinata", e i militari hanno dato esecuzione alle tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal GIP del Tribunale di Frosinone.

I tre dirigenti sarebbero accusati di avrebbero "avrebbero prodotto e commercializzato su scala nazionale il farmaco “Ozopulmin” (per la cura delle affezioni respiratorie) deliberatamente contraffatto e pericoloso per la salute anche di lattanti e bambini", e sono ai domiciliari.

GLI AGGIORNAMENTI - Secodno quanto ricostruito, "nel farmaco contraffatto, i tre arrestati al posto del principio attivo inserivano una sostanza “simile”  (normalmente usata per cosmetici ed integratori alimentari), farmaceuticamente inefficace, ma in grado di simularne analiticamente la presenza. Il tutto a discapito della salute dei pazienti, inconsapevoli assuntori di un farmaco completamente inidoneo allo scopo terapeutico, come giudicato dall’ I.S.S. a seguito di specifiche indagini analitiche eseguite sui campioni sequestrati".

L'indagine è partita dopo la segnalazione di un farmacista di Roma che aveva fatto notare attraverso il sistema di farmacovigilanza che queste supposte si rompevano e non avevano la consistenza giusta. In particolare, dalle indagini condotte dall'Agenzia italiana del farmaco e dai Nas, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, Adolfo Coletta, è emerso che gli indagati, "rimasti privi del benché minimo quantitativo di principio attivo a seguito di un disaccordo commerciale con la ditta fornitrice, per assicurare la continuità del prodotto nelle farmacie e non perdere la fetta di mercato ad opera di farmaci concorrenti, decidevano di avviare comunque la produzione dei lotti del farmaco incriminato, nella piena consapevolezza di esporre a rischi per la salute un considerevole numero di persone e di bambini, ponendo in commercio un farmaco contraffatto e inidoneo al suo scopo terapeutico, che avrebbe potuto cagionare un aggravamento delle affezioni respiratorie".

Il farmaco  - con scadenza marzo 2016  – fu  immediatamente ritirato dal commercio con provvedimento amministrativo dell’AIFA e non è più presente nelle farmacie sin dalle prime battute dell’indagine.

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