Bullismo e cyberbullismo: incontri, dibattiti e flash mob degli studenti ad Aprilia

Le iniziative in occasione della prima giornata nazionale contro il bullismo a scuola. Protagonisti i ragazzi. Sindaco Terra: "Tutti sono esposti ai rischi del web ed è opportuno che le vittime trovino il coraggio di denunciare"

Incontri, dibattiti e flash mob degli studenti ad Aprilia contro bullismo e cyberbullismo. 

Tante sono state le iniziative che si sono svolte questa mattina per la prima giornata nazionale contro il bullismo a scuola, manifestazione che si è svolta in contemporanea in migliaia di istituti scolastici di tutta Italia e che è promossa dal Ministero per l’Istruzione Università e Ricerca nell’ambito della campagna del “Nodo blu contro il bullismo”.

“In particolare - spiegano dall’Amministrazione comunale di Aprilia -, la finestra aperta delle nuove tecnologie cui i giovani sono quotidianamente affacciati, ha rilevato il nuovo preoccupante fenomeno del cyberbullismo che, statistiche alla mano, ha causato nel 2016 anche episodi di autolesionismo o addirittura suicidio di studenti vittime”.

E di questo si è parlato nei giorni scorsi nelle classi e, oggi, nel corso di un incontro nell’Aula Magna dell’istituto comprensivo Matteotti (nel corso di una manifestazione cui hanno preso parte anche studenti dell’istituto Toscanini) e in piazza Roma al termine della marcia cittadina contro il bullismo organizzata dall’istituto comprensivo Gramsci.

Alle iniziative scolastiche hanno preso parte, in rappresentanza del Comune, il sindaco Antonio Terra e gli assessori Francesca Barbaliscia, Alessandra Lombardi e Vittorio Marchitti.

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“Lo smartphone, i social network e i metodi di comunicazione diretta di ultima generazione – ha commentato il primo cittadino – sono uno strumento importante, a beneficio soprattutto dei giovani. Tuttavia, possono nascondere dei problemi, anzi dei veri reati per punire i quali il Parlamento sta emanando leggi specifiche. Tutti sono esposti ai rischi del web ed è opportuno che le vittime trovino il coraggio di denunciare le angherie subite, confidandosi con gli insegnanti, gli amici, la famiglia”.

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