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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca

Decreto Sicurezza, Sprar a rischio. Assessore Ciccarelli: "Costi sociali inestimabili"

Intanto, uno dei progetti Sprar di Latina sbarca a Milano: nel cuore della città apre l'atelier Acanthus

"Lo Sprar di Latina è il progetto divenuto simbolo in Italia, in Europa e persino oltre oceano delle buone pratiche dell’accoglienza. Con la conversione in legge del decreto sicurezza e immigrazione si sferra un colpo mortale a questa tipologia di accoglienza". Lo afferma l'assessore al Welfare del Comune di Latina Patrizia Ciccarelli, che commenta il via libera della Camera al dl Sicurezza. Nell'occasione ricorda anche l'esperienza positiva di uno dei progetti Sprar migliori del territorio, quello realizzato dalla cooperativa Astrolabio dell'atelier Acanthus, una sartoria sociale in cui lavorano le donne rifugiate ospitate nella città di Latina. Il progetto arriva ora anche a Milano dove, nel cuore della città, sorgerà lo stesso atelier: un esempio virtuoso di accoglienza e un modello da esportare.

"Si tratta - spiega l'assessore Ciccarelli - di un’accoglienza virtuosa che viene gestita dai Comuni, basata su una selezione attenta dei soggetti attuatori, sul controllo puntuale della congruità di spesa, sulla valutazione d’impatto sulle persone accolte e sul benessere della comunità". Il Dl Sicurezza mette ora a rischio progetti come quello dello Sprar, favorendo invece l'accoglienza "emergenziale affidata dalle Prefetture ai privati chiamai a occuparsi dell'erogazione di servizi minimini al minor costo. Un'accoglienza, prosegue l'assessore "sottoposta a scarsi controlli e non chiamata a perseguire obiettivi di integrazione, che incrementerà la presenza nei grandi centri e, viste le ulteriori restrizioni, la presenza sui nostri territori delle aree di irregolarità". 

"Si è convertito in legge un decreto sicurezza che aumenterà l’insicurezza - osserva ancora la Ciccarelli -. Non a caso in questi mesi si sono levate in tutta Italia le voci dei sindaci, di ogni colore politico, di numerosi Consigli Comunali (compreso quello di Latina) che chiedevano due cose essenzialmente: di posticipare l’entrata in vigore delle nuove norme a una valutazione d’impatto che fino ad ora non c’è stata; di aprire un tavolo di interlocuzione con l’Anci che consentisse ai sindaci si esprimere il proprio punto di vista. Queste voci sono rimaste inascoltate, è prevalsa l’arroganza e la demagogia. Nessuno può invocare - conclude l’assessore - l’opportunità di queste norme in funzione del risparmio perché i costi sociali che produrranno sono inestimabili così come insostenibili saranno quelli che si riverseranno sulle casse dei Comuni. È una vergogna».

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