Dramma a Terracina, il pirata della strada in lacrime davanti al gip

Interrogatorio di garanzia in carcere per il conducente della Bmw che ha causato la morte di Raffaele Vertolomo e il ferimento della moglie: ha chiesto scusa ai familiari della coppia

Si è mostrato contrito, ha pianto, ha chiesto scusa ai familiari della coppia a cui ha distrutto la vita e i sogni. Così Cristian Nechifor, accusato di omicidio colposo per aver causato l’incidente stradale in cui ha perso la vita Raffaele Vertolomo, si è presentato questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Tiziana Coccoluto, che lo ha ascoltato nell’interrogatorio di garanzia.

Sono dichiarazioni di pentimento quelle offerte dal 32enne rumeno che era alla guida della Bmw che lo scorso 26 febbraio in via Pantani da Basso, a Terracina, ha travolto la Smart su cui viaggiavano Vertolomo e sua moglie, ferita gravemente e costretta a perdere la bambina di quattro mesi che portava in grembo. Il pirata della strada, arrestato dopo l'ordine di custodia cautelare emesso dal gip per scongiurare il pericolo di fuga, si è detto dispiaciuto della tragedia che ha causato.

All'apparente pentimento Nechifor ha accompagnato parole che tendono a sminuire il ruolo dello stato d'ebbrezza alcolica nel quale versava al momento dell'incidente, al contrario di quanto testimoniato dall'alcol test a cui è stato sottoposto subito dopo l'incidente. L'uomo ha ammesso che quel giorno aveva bevuto solo qualche bicchiere di birra prima di mettersi alla guida. Nel suo sangue era stato però trovato un tasso alcolico cinque volte superiore a quello consentito dalla legge.

Nechifor, accusato di omicidio colposo e lesioni colpose, ha provato a difendersi adducendo motivazioni legate all'asfalto reso viscido dalla pioggia, che gli avrebbe fatto perdere il controllo della vettura.

 

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