Cronaca

Inquinamento del Golfo di Gaeta, indagini della guardia costiera

La capitaneria di porto ha ricevuto delega di indagine dalla Procura di Cassino per risalire alle possibili fonti. Al setaccio prima le strutture sanitarie pubbliche e private, poi cantieri navali e depuratori

Prosegue il lavoro della guardia costiera nell’ambito di un’indagine per arrivare alle possibili fonti di inquinamento del golfo di Gaeta, onde favorire la salvaguardia della risorsa mare.

Strutture sanitarie, cantieristica e impianti di depurazione: sono questi i settori su cui si sta concentrando l’attenzione della capitaneria di porto e della polizia provinciale che hanno ricevuto una delega di indagine dalla Procura della Repubblica di Cassino.

STRUTTURE SANITARIE - In particolare l’attività operativa ha interessato inizialmente le strutture ospedaliere e sanitarie pubbliche e private del comprensorio del sud pontino; in particolare sono stati analizzati a fondo i sistemi di smaltimento reflui di natura domestica ed industriale; analisi e verifiche che hanno comportato l’inoltro di una informativa di reato alla Procura della Repubblica di Casino.

Inoltre, sempre nello stesso ambito, è stata passata al setaccio anche la corretta annotazione nei registri della tipologia dei rifiuti e, in alcuni casi, il riscontro della mancanza assoluta delle scritture previste dalla legge, hanno determinato l’elevazione da parte della Polizia Provinciale e della Guardia Costiera di cospicue sanzioni pecuniarie.

CANTIERI NAVALI - Specifici monitoraggi sono stati eseguiti anche sui siti dei cantieri navali presenti nel golfo allo scopo di accertare potenziali pericoli per l'ambiente marino. I controlli hanno preso in considerazione i residui della lavorazione, la gestione interna del ciclo dei rifiuti ed altri tipi di emissione . Anche in questo caso sono state riscontrate diverse anomalie che saranno oggetto nei prossimi giorni di una nuova informativa di reato alla Procura della Repubblica di Cassino. E anche in questo caso urante le ispezioni è stata analizzata anche la tenuta dei registri obbligatori prescritti dalla normativa in materia ambientale, con possibili risvolti sanzionatori di carattere amministrativo.

DEPURATORI - Considerando, infine, che la qualità delle acque marine è legata anche ai reflui provenienti sia dalle utenze pubbliche che da quelle private, si è deciso di estendere l’azione investigativa anche ai depuratori dei diversi comuni che insistono nel Golfo.

“Al fine di prevenire il diffondersi di ulteriori forme di inquinamento destinate a danneggiare la salute umana e l’ecosistema e tenute in considerazione le maggiori pressioni a cui è soggetto il territorio durante il periodo estivo - spiegano dalla guardia costiera -, le indagini si intensificheranno nelle prossime settimane”.

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