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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Inquinamento nel Golfo di Gaeta, controlli nei cantieri navali

Sopralluoghi e verifiche in 13 cantieri navali tra Gaeta e Formia da parte di capitaneria di porto e polizia provinciale per individuare tutti i potenziali fattori di inquinamento

Controlli della capitaneria di porto di Gaeta e della polizia provinciale anche nei cantieri navali: proseguono le indagini, disposte dalla Procura di Cassino, per accertare eventuali fonti di inquinamento del Golfo.

Dopo le strutture sanitarie, nelle scorse settimane sono stati passati al setaccio i cantieri navali di Gaeta e Formia, concentrando l’attenzione sull’individuazione di eventuali scarichi di reflui inquinanti nonché sulla corretta gestione dei rifiuti speciali prodotti dalle lavorazioni dei cantieri navali.

“In base a quanto riscontrato dai sopralluoghi effettuati, su 13 cantieri navali operanti sul territorio sono emersi diversi profili che hanno richiesto approfondimenti più dettagliati” spiegano dalla guardia costiera.

Un primo screening ha riguardato lo smaltimento sia delle acque meteoriche di prima pioggia che di quelle relative alle lavorazioni industriali che, secondo le norme in materia ambientale, devono essere immesse all’interno di  impianti di trattamento prima dell’immissione in mare.

“Diverse strutture - prosegue la capitaneria di porto di Gaeta -, pur in presenza dei previsti impianti, in qualche caso non in funzione al momento dei sopralluoghi, sono risultate prive dei necessari provvedimenti amministrativi di autorizzazione allo scarico in mare. In alcuni casi è stata accertato anche lo scarico diretto, non autorizzato, nella pubblica fognatura di reflui provenienti da lavorazioni industriali”.

L’attenzione, poi, è anche caduta sulle modalità di trattamento, e quindi alle fasi di stoccaggio e  smaltimento, dei rifiuti speciali prodotti nei siti industriali. “In qualche caso è stato riscontrato  lo sversamento, in modo incontrollato, di rifiuti pericolosi e non, riconducibili ad attività di lavorazione cantieristica, direttamente sul nudo terreno. Tali modalità, non conformi alle procedure di smaltimento previste dalla vigente normativa ambientale e portate avanti senza le dovute cautele, si sono rivelate fonti di potenziale inquinamento del mare”.

L’attività, su delega del procuratore della Repubblica di Cassino, dottor Mario Mercone, è volta ad individuare tutti i potenziali fattori di inquinamento destinati a danneggiare la salute umana e l’ecosistema.

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