Intimidazione a Marco Omizzolo, il sociologo che denuncia lo sfruttamento dei migranti

Il sociologo che ha denunciato lo sfruttamento dei migranti nei campi ha subito un nuovo atto intimidatorio. Nei giorni scorsi ha trovato le ruote della vettura squarciate e il vetro rotto. Solidarietà dal sindaco di Latina

Intimidazione a Marco Omizzolo, sociologo della cooperativa In Migrazione, che da diversi anni si occupa di migranti e che ha denunciato ripetutamente il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento degli stranieri nei campi. Qualche giorno fa Omizzolo ha trovato la sua auto danneggiata, con pneumatici squarciati e il cofano e un vetro sfondato. Per lui non si tratta della prima intimidazione.

Solidarietà è stata espresso dal sindaco di Latina Damiano Coletta: “L’atto intimidatorio messo a segno nei giorni scorsi ai danni di Marco Omizzolo non è purtroppo un episodio isolato – ha dichiarato Coletta - ma l’ennesima azione vandalica subita dal giornalista e sociologo impegnato da anni sul territorio nel raccontare il fenomeno delle agromafie e, in particolare, del caporalato quale pratica criminale che calpesta la dignità umana e lavorativa delle persone alimentando illegalità e violenza. A Marco va tutta la mia solidarietà e il sostegno pieno dell’amministrazione comunale, nonché l’invito a continuare nel suo prezioso lavoro di denuncia e ricerca della verità. Un lavoro analitico, fatto di coraggio, coerenza, professionalità che ci testimonia di storie e fatti che riguardano tutti e ci ricordano quanto è importante tenere gli occhi sempre aperti su ciò che succede a pochi passi dalle nostre case, intraprendendo quel cammino che ci rende una società civile, cittadini consapevoli e responsabili”.

“Esprimo la più piena solidarietà e vicinanza al giornalista e sociologo Marco Omizzolo, vittima di un nuovo atto intimidatorio. Un abbraccio a Marco che da tempo sta portando avanti, con coraggio e senza arrendersi davanti alle minacce e alle intimidazioni, un prezioso e necessario lavoro di denuncia e testimonianza sui fenomeni delle agromafie e del caporalato nel nostro territorio. Siamo al suo fianco” ha detto il consigliere regionale e segretario provinciale del Pd, Salvatore La Penna.

"Nei confronti di atti vili di questo tipo, peraltro non nuovi nella provincia di Latina, Legambiente esprime forte condanna e, alla incondizionata solidarietà da parte del Circolo locale di Legambiente, si uniscono anche Stefano Ciafani, Direttore Generale di Legambiente e Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio, secondo i quali 'i gravi atti intimidatori subiti nelle ultime ore, riconducibili all'impegno di Omizzolo sul tema dello sfruttamento dei braccianti agricoli nella Provincia di Latina e del caporalato, risultano essere intollerabili in una società democratica e sui quali occorre fare una seria e profonda riflessione' - si legge in una nota dell'associazione -. Legambiente si augura infine che i responsabili dell'atto vandalico perpetrato, vengano immediatamente individuati e assicurati alla giustizia, confidando nel buon operato della magistratura e delle forze dell'ordine".

Solidarietà anche da parte dell’associazione Reti di Giustizia: “Questo è l’ennesimo atto intimidatorio ricevuto dal sociologo per il suo impegno nel Sud pontino nella lotta al caporalato, sistema di sfruttamento subito principalmente da lavoratori indiani sikh, costretti a lavorare in condizioni estreme e di ricatto, come fossero veri e propri schiavi. L’impegno di Marco lo conosciamo da tempo e abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con lui, per questo ci sentiamo vicini all’operato che con dedizione, cuore e coraggio porta avanti in difesa di chi quotidianamente subisce i soprusi di caporali, imprenditori senza scrupoli e mafie, in un territorio dove in molti preferiscono girare la testa dall’altra parte e fare finta di nulla. Non dobbiamo lasciare da solo Marco e chi come lui combatte sul nostro territorio per la dignità del lavoro, la libertà e la giustizia sociale”.

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