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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Auto rubate e riciclate, gli arrestati in silenzio davanti al gip

Primi interrogatori per l'operazione 'Marrakech Express' che ha sgominato una banda che operava tra la Francia e l'Italia

Sono rimaste in silenzio avvalendosi della facoltà di non rispondere alcune delle persone arrestate nell’ambito dell’operazione ‘Marrakech Express’ che ha sgominato una banda che aveva messo in piedi un giro di auto rubate e riciclate tra la Francia e l’Italia.

Davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese sono comparsi Salami Nabil (considerato la mente del gruppo), Enzo Virgili, Umberto Iacomussi e Simone Miscioscia. Soltanto quest’ultimo ha scelto di rispondere alle domande del magistrato mentre gli altri hanno deciso di rimanere in silenzio. Gli altri sette arrestati saranno interrogati nei prossimi giorni.

Sono tutti accusati di furto e riciclaggio internazionale di  veicoli  oltre che di ricettazione, appropriazione  indebita, truffa, falso e estorsione con l’aggravante, per alcuni, della transnazionalità. La banda era in grado di immettere nel mercato clandestino, italiano ed estero, decine di auto rubate al giorno, scadenzando con estrema precisione la sequenza di tutte le operazioni illecite necessarie per la nuova identità del veicolo.

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