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Processo 'Scheggia', così il clan trasportava il materiale elettorale della Cetrone

In aula il racconto degli investigatori sulla campagna elettorale 2016 dell'imprenditrice imputata con i Di Silvio

Si è parlato delle auto che trasportavano i manifesti elettorali di Gina Cetrone nell’udienza odierna del processo all’ex consigliera regionale, imputata con l’ex marito Umberto Pagliaroli, Armando Lallà Di Silvio e i figli Gianluca e Samuele di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata con l’aggravante delle modalità mafiose nell’ambito dell’operazione ‘Scheggia’.

In aula davanti al collegio presieduto da Francesco Valentini sono stati ascoltati alcuni investigatori della polizia chiamati a ricostruire dal pubblico ministero Luigia Spinelli alcune parti dell’inchiesta dalla quale è emerso secondo gli investigatori che la Cetrone e l’ex marito avrebbero ingaggiato i Di Silvio per compiere estorsioni ai danni di un imprenditore che aveva un debito nei loro confronti e per gestire alcune attività della campagna elettorale del 2016 per il rinnovo del Consiglio comunale di Terracina. Gli uomini della Squadra mobile di Latina hanno raccontato di avere seguito un’auto a bordo della quale c’era Agostino Riccardo che è andata a Terracina presso la sede della società della Cetrone e di averla poi continuata a controllare per l’intera giornata avendo scoperto dalle intercettazioni telefoniche che l’imprenditrice doveva incontrare l’esponente del clan Di Silvio diventato poi collaboratore di giustizia. E ancora in un altro sevizio di controllo del giugno 2016 i poliziotti fermarono in una piazzola sulla pontina due auto – in una delle quali c’era Riccardo con un pregiudicato – all’interno delle quali vennero rinvenuti manifesti elettorali per le campagne sia di Latina che di Terracina. Il materiale, hanno ricordato in aula, apparteneva ai candidati di Terracina con la lista ‘Si cambia’ Cetrone e Corradini, al candidato sindaco di Latina Nicola Calandrini e Francesco Zicchieri della lista ‘Noi con Salvini’ In corsa a Terracina.

A conclusione dell’udienza Armando Di Silvio, collegato dal carcere dove è detenuto, ha ribadito di esser estraneo ai fatti e lo stesso ha fatto Gina Cetrone con spontanee dichiarazioni spiegano che era stato Riccardo a insistere per avere i suoi manifesti elettorali. Si torna in aula i l5 marzo per ascoltare Agostino Riccardo.

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