Cronaca

Omicidio D'Arienzo, nessuna revoca degli arresti domiciliari per Andrea Tarozzi

Il gip ha respinto la richiesta della difesa del ragazzo accusato di favoreggiamento. Ora la battaglia si sposta al Tribunale del riesame

Nessuna revoca degli arresti domiciliari per Andrea Tarozzi, il 32enne colpito da ordinanza di custodia cautelare il 23 marzo scorso con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di Fabrizio Moretto, ritenuto dagli investigatori il responsabile dell’omicidio di Erik D’Arienzo.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giorgia Castriota nei giorni scorsi ha sciolto la riserva e respinto la richiesta presentata dal legale del giovane di Sabaudia, l’avvocato Antonio Orlacchio, che dopo l’interrogatorio aveva chiesto la revoca dei domiciliari.  Il gip si era riservato  di decidere per avere il parere dei pubblici ministeri Claudio De Lazzaro e Martina Taglione, titolari dell’indagine. Ora è arrivato il no all’istanza.

La posizione di Tarozzi sarà esaminata venerdì dal Tribunale del Riesame di Roma al quale la difesa ha presentato analoga richiesta.  Secondo gli investigatori Tarozzi avrebbe fornito una falsa ricostruzione di quanto accaduto la notte del 30 agosto 2020 quando il corpo di D’Arienzo venne trovato lungo la Pontina e Moretto, ucciso a sua volta il 21 dicembre con un colpo di pistola, aveva raccontato che la morte del giovane era riconducibile ad una caduta dallo scooter. Ma l’autopsia aveva rivelato che le ferite riportate erano in realtà frutto di un violento pestaggio.

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