Astice e cocaina in carcere: in cambio di favori soldi e droga agli agenti corrotti

I dettagli dell'operazione dei carabinieri che ha portato all'arresto di 34 persone, compresi due poliziotti della penitenziaria

In carcere arrivavavano droga e cibo, sigarette e ogni genere di conforto. Ma dall'interno, soprattutto, si erano ormai aperti canali per comunicare con chi era fuori, riorganizzando l'attività criminale e impartendo ordini. Tutto grazie alla complicità di due operatori della penitenziaria, un ispettore e un agente, Franco Zinni, 56enne di Roma, in pensione ormai da qualche mese, e Gianni Tramentozzi. 

I nomi degli arrestati

I Travali dal carcere gestivano l'azione criminale

Angelo e Salvatore Travali, entrambi esponenti di spicco della criminalità locale, vicini al clan Di Silvio, hanno continuato a gestire tutto anche da detenuti. Usavano le due guardie penitenziarie collaborative e complici per scambiare informazioni con l'esterno anche utilizzando il cellulare dell'ispettore, per ottenere cambi di cella, spostamenti di altri detenuti e perfino momenti in cui poter dialogare con altri criminali senza essere disturbati. Poi, droga e cibo raffinato. Astici addirittura, con cui un gruppo di detenuti era riuscito a banchettare nelle celle di via Aspromonte. Due gruppi criminali distinti, ma pronti, all'occorrenza, a collaborare e perfino a cercare alleanze tra le mura di via Aspromonte.

Il comandante dei carabinieri: "Grosso giro di interessi intorno alla droga"

Il ruolo dei poliziotti corrotti 

Tutta l'attività investigativa è partita dal 2017, da una serie di servizi di osservazione che avevano spinto i carabinieri del Nucleo investigativo ad intuire che i gruppi criminali, nonostante i capi fossero detenuti, si stavano riorganizzando sul territorio. A quel punto è stata preziosa la collaborazione degli agenti della polizia penitenziaria, che hanno identificato gli agenti infedeli e accertato i traffici che avvenivano all'interno. C'era perfino una sorta di "tariffario", una prassi in virtù della quale a una certa richiesta dei detenuti corrispondeva una somma di denaro (cinquecento euro circa per far entrare un borsone contenente forse dello stupefacente). Due i poliziotti finiti nell'indagine e ora agli arresti. Il primo è stato Franco Zinni, 56enne romano, ispettore, che per mesi avrebbe fatto ottenere favori in cambio di somme di denaro. Un'attività che, come accertato dai militari, gli aveva portato circa 12mila euro "extra" e che era andata avanti fino a poco prima del pensionamento. Il secondo è l'agente Gianni Tramentozzi, 50 anni, che in cambio invece avrebbe ricevuto e consumato stupefacente. 

Gli affari con la droga, all'interno e all'esterno del carcere

Due i filoni di indagine, rispettivamente denominati "Astice" e "Petrus", strettamenti connessi tra loro e grazie ai quali i carabinieri del Nucleo investigativo sono riusciti a ricostruire l'intera filiera della droga. Dal carcere all'esterno, risalendo tutti i canali di approvvigionamento fino ad identificare i componenti di un gruppo che gestiva la distribuzione dello stupefacente (soprattutto cocaina ma anche marijuana e hashish) oltre che in carcere anche a Latina, nell'area di Pontinia e dei Monti Lepini. Tra i componenti di questo gruppo ci sono Angelo Petrillone e i figli Simone e Riccardo, il primo già arrestato nei mesi scorsi per droga nel corso di un blitz dei militari. 

Le accuse

I provvedimenti restrittivi, 30 in carcere e quattro ai domiciliari sono scattati all'alba di oggi, 16 settembre. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip del tribunale di Latina Giuseppe Cario su richiesta dei sostituti procuratori Giuseppe Bontempo e Valerio De Luca. Le accuse a carico degli arrestati vanno, a vario titolo, dalla corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio alla falsità ideologica, dalla truffa aggravata alla ricettazione, dalla detenzione e spaccio di stupefacenti alla detenzione illegale di armi. 

Le indagini, i sequestri di droga e denaro

Nel corso dell'attività di indagine, svolta anche con la collaborazione della Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell'Interno, sono stati sottoposti a sequestro oltre un chilo di cocaina, due di marijuana e 10 grammi di hashish, 23mila euro e una pistola Beretta calibro 40 S&W risultata rubata e completa di munizionamento. Dieci sono state invece le persone arrestate in flagranza di reato. Due le cessioni di stupefacente accertate a favore di un indagato detenuto nel carcere di Latina grazie alla collaborazione dell'agente in servizio. Sono state inoltre documentate comunicazioni epistolari e anche telefoniche non consentite tra parenti e detenuti ed è stato verificato lo sportamento di alcuni arrestati senza autorizzazione del comandante della polizia penitenziaria. I destinatari delle misure cautelare eseguite oggi sono stati associati nelle case circondariali di Latina, Regina Coeli, Rebibbia, Frosinone e santa Maria Capua Vetere. In cinque sono invece detenuti ai domicliari.

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