rotate-mobile
La ricostruzione

Maietta: le indagini finanziarie, i voti e i rapporti con il clan fino al suicidio dell'avvocato Censi

Il "modello criminale" ricostruito nell'informativa delle procure di Latina e Roma che ha portato al nuovo sequestro di beni per 5 milioni di euro. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia lo legano alla criminalità organizzata locale

"Qualificati rapporti con membri di spicco della locale criminalità organizzata". E' quanto ribadiscono le procure di Latina e Roma nella richiesta che ha portato nei giorni scorsi al sequestro di 5 milioni di euro all'ex parlamentare di Fratelli d'Italia Pasquale Maietta. Le procure lo qualificano testualmente come "delinquente economico" e ne sottolineano i rapporti con Costantino Di Silvio detto "Cha Cha", esponente dell'omonimo clan di cui fanno parte del resto anche altri noti esponenti criminali del capoluogo, come i fratelli Angelo e Salvatore Travali.

Un elemento questo che "ha assunto una significativa rilevanza per definire la sua personalità e la sua pericolosità". Le procure ricostruiscono così non solo "la consorteria riconducibile al commercialista impegnata nella realizzazione sistematica di reati di natura economica", nonché l'esistenza di un vero e proprio "modello criminale funzionale alla realizzazione dell'evasione", ma anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che facevano parte del clan e che hanno parlato anche di Pasquale Maietta ricostruendo la rete di relazioni del professionista e la sua capacità di rapportarsi con diversi segmenti della società, a partire dall'imprenditoria e dalla politica fino appunto alla criminalità organizzata.

Proprio il suo ingresso in politica e la sua elezione a parlamentare è stata oggetto delle dichiarazioni dei pentiti, Renato Pugliese e Agostino Riccardo, i quali affermano di aver curato, insieme a Costantino Di Silvio e ad altre persone del loro gruppo, la campagna elettorale del candidato Maietta durante le elezioni politiche per la XVII legislatura (febbraio 2013), sia per quanto attiene l'attacchinaggio dei manifesti sia per quanto concerne la raccolta di voti. Importanti in questo senso sono le dichiarazioni di Riccardo che parla di un "vero e proprio mandato da parte di Costantino Di Silvio per gestire il settore della politica", con il compito in particolare di garantire la visibilità dei manifesti elettorali. Altrettanto lo sono le dichiarazioni di Pugliese: "Grazie a noi, agli zingari, noi abbiamo comprato per Maietta tutti i voi delle case popolari". E ancora: "I voti presi da Maietti glieli ha fatti prendere mio padre".

Nelle lunghe pagine del rapporto della procura che ha supportato il nuovo decreto di sequestro si ripercorrono poi tutte le indagini finanziarie che hanno coinvolto il professionista del capoluogo, con un'ampia parte dedicata anche agli accertamenti successivi al suicidio dell'avvocato Paolo Censi, avvenuto a dicembre del 2015. Dalla ricostruzione emerge non solo uno scenario inquietante sull'attività degli indagati dell'inchiesta Arpalo e sulle informazioni che gli stessi avevano in relazione all'indagine che li riguardava, ma anche i "forti motivi di preoccupazione del legale per il mandato ricevuto, verosimilmente in relazione a un rientro di capitali dall'estero".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Maietta: le indagini finanziarie, i voti e i rapporti con il clan fino al suicidio dell'avvocato Censi

LatinaToday è in caricamento