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Presa con un arsenale in casa, agente della penitenziaria condannata a tre anni

Oggi il processo con rito abbreviato, la donna ha ottenuto gli arresti domiciliari. Nella sua casa trovate quattro pistole e munizioni

E’ stata condannata a tre anni di reclusione Patrizia Caschera,  l’agente di polizia penitenziaria arrestata il 13 luglio dello scorso anno neri giorni scorsi dalla Squadra mobile di Latina perché trovata in possesso di un vero e proprio arsenale.

La donna, 56 anni, assistente capo all’epoca dei fatti in servizio presso la casa circondariale di via Aspromonte, è comparsa questo pomeriggio davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone al quale la difesa aveva chiesto che potesse essere giudicata con il rito abbreviato per beneficiare dello sconto di un terzo della pena.  

Il pubblico ministero Simona Gentile ha chiesto una condanna a tre anni di carcere, richiesta accolta in pieno dal gip che ha anche concesso alla donna, detenuta da luglio 2018, il beneficio degli arresti domiciliari. La Caschera era stata arrestata a conclusione di una perquisizione nella sua abitazione al Villaggio Trieste che aveva portato al ritrovamento di una borsa nascosta in un armadio contenente una Beretta calibro 9x21 dotata di silenziatore, una pistola Sig Sauer 9x21, un revolver Smith & Wesson calibro 45 e un altro revolver North American Arms modello Mini. Le quattro armi erano in perfetto stato di conservazione e complete di caricatori ed accessori.

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