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'Basta morti sul lavoro': in piazza il sit in dei braccianti e della Cgil

La manifestazione organizzata dopo la morte del giovane indiano in una serra a San Felice. Il saluto del sindaco

Sono scesi in piazza ancora una volta per chiedere il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in agricoltura e non solo. Decina di braccianti indiani hanno dato vita questo pomeriggio ad un presidio davanti la Prefettura a pochi giorni dall’ennesimo incidente in un’azienda dove ha perso la vita un giovane sikh sostenuti dalla Cgil provinciale e regionale che prosegue la sua battaglia.

“Dobbiamo uscire da questa condizione medievale del lavoro – ha sottolineato il segretario generale della Cgil Latina Frosinone Anselmo Briganti – e da un sistema di illegalità inaccettabile.  Ci sono troppi morti. Bisogna cambiare passo e per questo chiediamo al Prefetto e alle altre istituzioni della provincia di aiutarci nel controllo sul rispetto delle regole”. “Le istituzioni – aggiunge Dario D’Arcangelis, segretario organizzativo Cgil Frosinone Latina – devono riappropriarsi del loro ruolo di controllo e ispezione nelle campagne ma anche all’interno delle aziende permettere fine alle morti ma anche allo sfruttamento dei lavoratori”. Alla manifestazione c’era anche il responsabile regionale sicurezza e legalità del sindacato, Roberto Iovino, che lancia un messaggio: “Spero che anche le associazioni datoriali – sottolinea – facciano la loro parte perché finora stanno osservando un silenzio preoccupante. Le aspettiamo nelle piazze e anche nelle aule dei Tribunali dove si celebrano i processi per morti e caporalato e dove la Cgil si costituisce parte civile con i lavoratori”.  

“Dicevano che il caporalato non esisteva – aggiunge il sociologo Eurispes Marco Omizzolo, protagonista di tutte le battaglie al fianco dei braccianti – questa è una battaglia di civiltà che appartiene a tutti perché in gioco c’è il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei diritti umani”.

Anche il sindaco di Latina Damiano Coletta ha voluto portare il suo saluto ai lavoratori in piazza della Libertà. “Viviamo un tempo difficile – ha sottolineato il primo cittadino – ma nessuno deve rimanere indietro, le persone vengono prima di tutto”.

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