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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Operazione 'Scheggia', le accuse del pentito su Cetrone e Pagliaroli

Nuova udienza del processo nel quale sono imputati i Di Silvio. Agostino Riccardo ascoltato dalla difesa che chiede di ascoltare anche Cusani e Di Giorgi

E’ ripreso questo pomeriggio nell’aula della Corte di Assise del Tribunale di Latina il processo a carico dell’ex consigliera regionale Gina Cetrone, l’ex marito Umberto Pagliaroli, Armando Lallà Di Silvio e i figli Gianluca e Samuele accusati di estorsione, associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata con l’aggravante delle modalità mafiose.

Protagonista dell’udienza davanti al Tribunale di Latina ancora una volta il pentito Agostino Riccardo che dopo la deposizione dell’ultima volta è stato controinterrogato dal collegio di difesa composto dagli avvocati Lorenzo Magnarelli, Angelo Palmieri, Oreste Palmieri, Luca Giudetti e Domenico Oropallo. Il collaboratore di giustizia ha risposto alle domande ripercorrendo le fasi della sua collaborazione con la Cetrone e il marito a partire dall’estorsione nei confronti di Massimo Bartoccini, l’imprenditore abruzzese che aveva un debito nei confronti dei coniugi imprenditori e che è stato costretto con le minacce ad effettuare un bonifico da un istituto bancario di Pescara oltre che a pagare 500 euro come rimborso spese al gruppo dei Di Silvio.

Il pentito ha raccontato anche di essere stato indirizzato dalla Cetrone dall’ex sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi nella primavera 2013 in occasione della candidatura alla Regione conclusasi però senza la sua elezione e poi delle modalità con le quali veniva pagato: cambiali che alla scadenza venivano restituite in cambio dei contanti e denaro contante – anche 10mila euro per volta – consegnato in una cartella negli uffici della ditta di Pagliaroli e Cetrone. Poi il racconto dell’arrivo di Armando Cusani, sindaco di Sperlonga e all'epoca Presidente della Provincia, ad una manifestazione elettorale della Cetrone nel 2016 in occasione della candidatura dell’imputata alle amministrative di Terracina.

Fatti rispetto ai quali l’avvocato Magnarelli ha preannunciato la richiesta di ascoltare in aula sia Di Giorgi che Cusani per accertarne la veridicità.

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