Cronaca

Compravendita di voti alle amministrative 2016 di Latina, tre rinvii a giudizio

L'inchiesta è stata condotta dall'Antimafia su una lista che sosteneva Angelo Tripodi. A processo Roberto Bergamo, Angelo Morelli e Ismail El Gayesh

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma Angelo Giannetti ha rinviato a giudizio Roberto Bergamo, Angelo Morelli e Ismail El Ghayesh accusati di compravendita di voti nelle elezioni amministrative di Latina del 2016.

I tre, assistiti dagli avvocati Alessia Vita e Giancarlo Vitelli, erano finiti in un’inchiesta della Procura antimafia parallela ad ‘Alba Pontina’ anche grazie alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia.

Secondo l’accusa Bergamo, in concorso con Angelo Morelli, avrebbe promesso “ad un numero imprecisato di elettori il compenso di 30 euro per ciascun voto… per far conseguire un vantaggio elettorale a favore del primo” vale a dire Bergamo che era candidato nella lista ‘Latina Olim Palus 2032’, una delle cinque che sostenevano la candidatura a sindaco di Orlando Angelo Tripodi, che non è indagato.

Ismail El Ghayesh e Gianfranco Mastracci (che però non è imputato in questo procedimento) invece, vantando un credito di 1500 euro con un ragazzo al quale avevano venduto droga primo lo avrebbero minacciato di spaccargli le gambe poi gli avrebbero chiesto un voto “a favore del candidato sindaco Tripodi – si legge nell’ordinanza – con preferenza espressa a favore di Roberto Bergamo nelle elezioni per il Consiglio comunale di Latina. I due si presentavano a casa sua - si legge nel capo di imputazione - e gli ordinavano perentoriamente di votare per detti candidati successivamente costringendolo a farsi accompagnare al seggio elettorale 36 e a farsi consegnare la scheda elettorale per il riscontro sul voto al candidato". Il processo per i tre inizierà il 14 ottobre prossimo davanti al terzo collegio penale del Tribunale di Latina.

Per quanto riguarda invece Antonio Fusco detto Marcello, assistito dagli avvocati Luca Giudetti e Stefano Iucci, accusato di avere fatto da mediatore nell’estorsione messa in atto dai Di Silvio ai danni del ristoratore Malfetta, ha scelto il rito abbreviato condizionato all’audizione della parte offesa e la sua posizione è stata stralciata. La discussione per lui è stata fissata per il 31 maggio davanti al gip quando sarà ascoltato proprio Molfetta.

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