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Operazione interforze, sgomberata la villa di Antonio Ciarelli in via Andromeda

L'abitazione era stata confiscata. La famiglia aveva fatto ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo

E' scattato questa mattina, 24 ottobre, lo sgombero della villa confiscata alla famiglia Ciarelli che era di proprietà del capostipite Antonio. Anche questa abitazione, come quella sgomberata nelle scorse settimane, si trova in via Andromeda, in zona Pantanaccio. Sul posto polizia, carabinieri, polizia locale e Guardia di Finanza, coordinate dalla Questura di Latina. Il provvedimento è stato emesso dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata.

Sgombero della villa in via Andromeda

Lo sgombero, già programmato nei giorni scorsi, era stato in parte sospeso in seguito a un'istanza rivolta alla Corte Europea dei Diritti dell'uomo che, dopo aver valutato le alternative abitative offerte dai Servizi Sociali del Comune di Latina, non ha ritenuto questo specifico caso rientrante tra le ipotesi di sospensione.

sgombero villa antonio ciarelli 3-3

Presenti allo sgombero anche gli operatori del 118 e quelli del pronto intervento sociale del Comune. Antonio Ciarelli è infatti malato da tempo e aveva fatto ricorso alla Corte Europea per sospendere lo sgombero. Alla famiglia, come disposto dalla Corte, è stata offerta una soluzione abitativa idonea alle condizioni di salute di tutti i componenti. Proprio per questa ragione il ricorso di Ciarelli era stato infatti respinto nei giorni scorsi.

Con lo sgombero sono state effettuate anche le operazioni di messa in sicurezza ed inventario dei beni dai funzionari dell'Agenzia nazionale per i Beni sequestrati. La struttura è stata acquisita al patrimonio del Comune per essere destinata a finalità sociali. L'immobile confiscato rientra nell’operazione di polizia giudiziaria eseguita ad aprile del 2010 dalla divisione polizia Anticrimine, in collaborazione con la Squadra Mobile della Questura e con l’ausilio del Servizio Centrale Operativo di Roma, che  aveva consentito il sequestro di  tutti i beni mobili e immobili  riconducibili alla famiglia Ciarelli e, successivamente, la confisca dell’intero patrimonio per un valore complessivo di 6 milioni di euro circa.

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