Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

In mille al PalaCavicchi. Dignità sociale: “Andiamo avanti nella lotta”

Dopo il rinvio e il cambio di sede, i "Forconi pontini" hanno tenuto a Ciampino la tanto attesa manifestazione. Anche pescatori, tassisti, commercianti e artigiani si sono uniti alla protesta

Prima i contrasti con le questure e le prefetture di Roma e Latina, poi le difficoltà create dal maltempo. La rabbia degli agricoltori e degli autotrasportatori che nelle scorse settimane hanno dato vita al movimento Dignità sociale non si è però fermata davanti agli ostacoli. E oggi, dopo essersi estesa ai pescatori, ai tassisti, ai commercianti e agli artigiani, ha trovato finalmente sfogo nella tanto attesa manifestazione di massa organizzata nel tendone del PalaCavicchi, a pochi passi dall’aeroporto di Ciampino.

Non c’è stata l’alta partecipazione sulla quale gli organizzatori avrebbero potuto fare affidamento in altre situazioni, ma per Dignità sociale è stata comunque una giornata importante.  “Eravamo un migliaio di persone - afferma Danilo Calvani, segretario del movimento - e con noi c’erano i rappresentanti di varie regioni. E peccato perché diversi pullman sono rimasti bloccati tra Marche, Abruzzo e Molise a causa del maltempo”.

“È andata comunque benissimo - aggiunge Calvani - e abbiamo ribadito quanto affermato e chiesto fino a oggi”, ossia le istanze contenute in quel “documento per la sopravvivenza” inviato al presidente della Repubblica Napolitano: una nuova strategia economica che tuteli i cittadini italiani, una riforma della legge elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari e dei consiglieri a diversi livelli, l’abolizione delle province, la riduzione del costo dei carburanti, la limitazione dei poteri coattivi di Equitalia, l’eliminazione del Corridoio verde, lo stanziamento di fondi per le forze armate e dell’ordine.

Nel pomeriggio il neonato movimento ha tenuto la sua prima assemblea nazionale. “Dalla settimana prossima cominceremo a fare degli incontri nelle varie regioni - annuncia Calvani - in vista di una grande manifestazione che terremo in primavera. Ora è il momento di non fermarci alla rabbia, ma di gestirla e di unire la gente su una piattaforma di idee”.

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