Cronaca

Picchiò il padre durante una lite: arrestato per omicidio dopo la morte dell’anziano

I fatti a Gaeta risalgono al 25 maggio scorso: l’anziano era stato ridotto in fin di vita dal figlio la cui posizione ora si aggrava dopo il decesso del 72enne

Si aggrava la posizione dell’uomo di 40 anni arrestato nel maggio scorso a Gaeta per il tentato omicidio del padre: in seguito al decesso dell’anziano, i carabinieri della Tenenza di Gaeta hanno dato esecuzione questa mattina all'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Cassino, nei confronti del 40enne ora accusato di omicidio aggravato. 

Degenera la lite in famiglia

I fatti risalgono alla notte del 25 maggio scorso quando i carabinieri arrivano in un’abitazione sul lungomare Caboto dove era stata segnalata una lite in famiglia. Giunti sul posto trovano il 40enne in stato confusionale e il padre 72enne riverso sul letto in stato di incoscienza. L’anziano, che presentava diverse contusioni al volto ed al corpo, apparso da subito in gravissime condizioni è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Dono Svizzero di Formia e ricoverato presso il reparto di medicina d’urgenza con prognosi riservata. Dai primi accertamenti emerge che il 40enne nel corso del litigio aveva aggredito e picchiato il padre. Acquisiti ulteriori riscontri investigativi, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

Il tragico epilogo

Circa quindici giorni dopo, nonostante i disperati tentativi dei sanitari dell’ospedale napoletano dove era stato trasferito, l’anziano è deceduto; conseguentemente si è aggravata la posizione del figlio. Il Pubblico Ministero titolare delle indagini, infatti, alla luce del tragico epilogo e sulla scorta dell’ulteriore attività di indagine effettuata dai carabinieri di Gaeta, con il supporto dei colleghi del Reparto Operativo Carabinieri di Latina, specializzato in indagini scientifiche e nell’attività di sopralluogo e repertamento sulla scena del crimine, ha richiesto per il 40enne la custodia cautelare in carcere per il più grave delitto di omicidio con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti del padre.

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri presso la casa circondariale di Roma-Rebibbia dove l’uomo - che si trova in carcere sin dal giorno dell’arresto - era stato nel frattempo trasferito. 

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