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Cronaca Aprilia

Operazione contro la 'ndrangheta: sette arrestati anche nella città di Aprilia

Le carte dell'inchiesta: chi sono e come sono coinvolti i pontini nell'organizzazione criminale smantellata dalla Dda e dai carabinieri

Sono sette le persone arrestate nell'ambito dell'operazione dei carabinieri di Roma contro la 'ndrangheta che gravitavano o erano residenti nel comune di Aprilia e che a vario titolo erano componenti o fiancheggiatori dell'organizzazione criminale sgominata dalla Dda di Roma, capeggiata da Giacomo Madaffari e composta da diversi personaggi appartenenti a storiche famiglie della 'ndrangheta calabrese (i Gallace, i Perronace, i Tedesco).

In particolare, con il supporto dei carabinieri del Reparto territoriale di Aprilia, è stato arrestato, destinatario di una misura cautelare in carcere Giovanni Cassano, per il quale è stata accertata la familiarità e la conoscenza diretta dell'attività di spaccio gestita da Bruno Gallace. Cassano inoltre, come si legge nell'ordinanza del gip,era stato incaricato di prelevare con la propria auto Vincenzo Italiano e Bruno Gallace (figure apicali dell'organizzazione mafiosa) in un bar di Anzio al termine di un loro incontro con un altro soggetto in una località riservata. In carcere anche Ciro Scognamiglio, per il quale le indagini hanno accertato la partecipazione all'associazioen finalizzata al traffico di stupefacenti e la "spiccata attitudine delinquenziale dell'indagato e una personalità dedita alla sistematica commissione di delitti in materia di spaccio.

Altre cinque persone, tutte residenti ad Aprilia, sono finite invece agli arresti domiciliari. Si tratta di Luca Albarello, che ad aprile del 2019 aveva incontrato Giacomo Madaffari, capo del sodalizio, ed ottenuto il suo beneplacito aveva gestito la vendita di un chilo di cocaina; di Francesco Condina, che aveva preso parte, secondo le carte dell'inchiesta, al tentativo di importare un ingente carico di cocaina, raccogliendo le indicazioni di Spanò e di Madaffari, rivelando una certa "familiarità con le strategie criminali" dei vertici del gruppo; di Claudio Franzè, coinvolto invece nella gestione delle armi, e infine di Nicola Salvo e Valerian Tanasa.

fra gli indagati dell'inchiesta, non destinatari di misura cautelare, figura invece Patrizio Forniti, originario di Roma classe '72, volto già noto negli ambienti criminali e già coinvolto negli anni scorsi in un'operazione legata ad armi e attentati mafiosi con i fratelli Cangemi.

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