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Traffico di rifiuti dalla Sep di Pontinia, i Comuni chiedono una verifica per le contaminazioni

Il 13 giugno l'operazione Smokin' Fields. Il Comune di Priverno annuncia la costituzione di parte civile

Il Comune di Priverno annuncia fin da ora la volontà di costituirsi parte civile nel caso di processo sull'operazione Smokin' Fields, che il 13 giugno scorso ha portato al sequestro di tre aziende che si occupano della gestione di rifiuti, di una discarica a Roma e di quattro terreni, oltre al sequestro di 1 milione di euro nei confronti dei 23 indagati. 

Tra le società coinvolte, l'azienda di compostaggio Sep di Pontinia (Società Ecologica Pontinia), che da anni produce miasmi insopportabili per le persone che vivono nei territori circostanti e in particolar modo per i residenti di Priverno, Roccasecca dei Volsci, Sonnino e Pontinia. Il sindaco di Priverno Anna Maria Bilancia chiarisce che il Comune "non è stato a guardare come qualcuno vorrebbe far credere, si è confrontato con i comitati, in particolare con Il Fontanile, e  insieme agli altri Comuni ha partecipato a riunioni presso il Comune di Pontinia e in Prefettura, ha sottoscritto documenti e sollecitato gli organi competenti a intervenire".  "La distanza dalla Sep e la linea di dissenso che il Comune di Priverno ha sempre tenuto nei confronti dei suoi metodi industriali - spiega ancora il sindaco - sono  dimostrate dal non aver assolutamente voluto, all'attivazione della raccolta differenziata porta a porta nel 2018,  conferire l’organico presso la Sep, nonostante le richieste del gestore della raccolta che considerava invece vantaggioso conferire a un impianto vicinissimo alle attività".

In questi anni, qualcosa è stato fatto: all'ispezione chiesta dalla Regione Lazio all’Arpa, nel 2015,  seguì quella della polizia provinciale nel 2017;  queste portarono i carabinieri forestali della stazione di Terracina a porre sotto sequestro l’impianto nell'ottobre dello stesso anno, che da allora è guidato da un amministratore giudiziario. "Nonostante ciò - aggiunge Anna Maria Bilancia - la situazione non è  cambiata,  come  hanno dimostrano gli esiti delle indagini di questi giorni.  I miasmi sono ancora nell'aria, la Sep continua il suo ciclo di produzione anche sotto un’amministrazione controllata, i cittadini hanno perso la speranza di vedere risolto questo grave problema e il grande  lavoro di valorizzazione territoriale che i nostri Comuni portano avanti rischia di essere vanificato per le condizioni di degrado ambientale prodotte dalla Sep. Abbiamo fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, ma annunciamo fin d’ora la nostra richiesta di costituirci parte civile nell'eventualità di rinvii a giudizio. Nel frattempo, in comune accordo con le amministrazioni comunali di Pontinia, Roccasecca dei Volsci, Sonnino e Maenza abbiamo condiviso con la direzione delle Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio  l’urgenza di  un monitoraggio straordinario per la verifica di eventuali contaminazioni dell’aria, delle acque e del suolo nei territori dei nostri comuni, specialmente di quelli prossimi allo stabilimento Sep e ai terreni sequestrati, al fine di acquisire elementi che, se ne ricorressero le condizioni,  potrebbero indurci ad adire le vie legali per un’eventuale richiesta di risarcimento danni, quali parti lese in rappresentanza dei  nostri concittadini".    

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