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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Pomezia, maxi sequestro da 4 milioni di euro ad una società di autotrasporti

La Guardia di Finanza ha dato esecuzione a due provvedimenti d’urgenza emessi dalla Procura di Velletri e poi convalidati dal gip del Tribunale. Il sequestro ha riguardato denaro, depositi bancari e polizze assicurative

Maxi sequestro per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro nei confronti di una impresa di trasporti e logistica stabilitasi di recente a Pomezia, proveniente da Anzio.Gli uomini della Guardia di Finanza hanno così dato esecuzione a due provvedimenti d’urgenza emessi dalla Procura di Velletri, poi convalidati dal giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, che hanno interessato denaro, depositi bancari e polizze assicurative

Le misure ablative costituiscono l’epilogo di complesse indagini nei confronti dell’impesa effettuate dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Roma e dalla Compagnia di Nettuno.

Il primo, nel corso di una verifica fiscale, aveva appurato che “la società, a fronte di spese sostenute per lo sviluppo di un’innovativa applicazione informatica per la gestione dei vari processi di lavoro - spiegano dallaGuardai di Finanza -, in realtà mai venuta alla luce, aveva maturato un credito di imposta di oltre 1,6 milioni di euro, che era stato indebitamente compensato con debiti tributari e previdenziali”.

Parallelamente, gli accertamenti delle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, coordinate dal II Gruppo di Roma, avevano disvelato che “i vertici dell’impresa, che negli anni era riuscita ad acquisire rilevanti commesse da operatori della grande distribuzione, avevano trasferito soltanto formalmente la forza-lavoro dipendente in capo a cooperative costituite ‘ad hoc’ e intestate a compiacenti ‘teste di legno’, con cui venivano simulati contratti di appalto di servizi. L’interposizione di tali soggetti giuridici - si legge nella nota della Guardia di Finanza - aveva consentito alla società beneficiaria dei servizi di addossare gli oneri del personale a soggetti terzi. In tal modo, grazie all’evasione dell’IVA e al mancato versamento delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative, aveva praticato alla propria clientela prezzi vantaggiosi, ai danni delle imprese concorrenti rispettose delle regole”.

Quando i militari hanno avuto contezza di manovre preordinate alla cessione delle quote sociali ad una società di Napoli e alla nomina di un ulteriore “prestanome” alla guida della società principale, si è resa necessaria l’esecuzione del sequestro preventivo in via d’urgenza, finalizzato alla confisca “per equivalente”. 

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