Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Bsp, vertice in Regione sul polo di ricerca. Ma la Cisl lancia l'allarme sui lavoratori

Si è discusso in Regione il progetto occupazionale per i dipendenti della ex Gambro. Il sindacato accusa: "Nessuna garanzia sulla ricollocazione dei lavoratori"

Si è svolto ieri, in Regione, il tavolo di confronto per avviare il progetto occupazionale per i lavoratori della ex Gambro. Presenti le segreteria di Cgil, Cisl e Uil regionali e le rispettive segreterie confederali territoriali di Latina, insieme all'assessore a Lavoro Claudio Di Berardino e all'assessore allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella. 

Bsp, a Latina un polo internazionale della ricerca per la cura del cancro

Al centro dell'incontro la reindustrializzazione del sito ex Gambro a fronte del progetto produttivo che coinvolge l’azienda BSP Pharmaceuticals S.p.A. e prevede investimenti per 144 milioni di euro al fine di realizzare un polo internazionale della ricerca, sviluppo e produzione di terapie innovative per la cura del cancro che, stando alle previsioni, darà lavoro a ben 400 persone che si andranno ad aggiungere alle attuali 500 unità. Il progetto, si è avvalso delle opportunità offerte dalla normativa inerente la riconversione dei siti dismessi per lo più acquisiti al patrimonio pubblico, mediante specifiche convenzioni a costo zero per effetto della defalcazione dei contributi pubblici già percepiti ed ha inoltre beneficiato di 3,3 milioni di euro stanziati dai fondi europei e approvati dalla recente delibera regionale.

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Nel corso dell’incontro la Cisl, come parte sociale, ha ribadito l’importanza di sostenere un progetto che rappresenti uno strumento di rilancio dell’imprenditoria locale e dell’occupazione in un territorio fortemente in crisi, ma ha soprattutto sottolineato la necessità di non dimenticare i lavoratori della ex Gambro che nel corso di questi anni sono rimasti senza occupazione. "In questa vicenda - commenta la Cisl - non si può parlare genericamente di rilancio della occupazione senza porre l’attenzione su questi lavoratori che, nei prossimi mesi, vedranno rinascere un sito che all’epoca dei fatti furono loro stessi a tutelare attraverso un’assemblea permanente durata 17 mesi nella speranza di un futuro lavorativo. Deludente la posizione della Regione, in quanto l’assessore al lavoro Di Berardino, di fronte ad un problema sociale di questa dimensione, rinvia le parti al territorio per aprire un tavolo di confronto con l’azienda Bsp Pharmaceuticals e le organizzazioni sindacali territoriali allo scopo di siglare un accordo in cui siano indicati eventuali criteri per le prossime assunzioni che tengano in considerazione questi lavoratori, non facendosi quindi garante di un accordo preventivamente concordato nella fase attuativa del progetto".

La Regione, da parte sua,  si impegna a facilitare questo percorso attraverso progetti di formazione e riqualificazione professionale. "La Cisl - prosegue il sindacato - non lascerà nulla di intentato per tutelare questi lavoratori svantaggiati, chiarendo che non si chiederanno privilegi ma a fronte di giuste professionalità utili all’azienda, si ritiene importante creare un canale preferenziale che finalmente renda giustizia a queste persone, tenuto conto che buona parte dell’investimento è finanziato da fondi pubblici risulta impensabile che non si preveda un accordo per la riassunzione dei lavoratori in seguito alla riqualificazione del sito. E’ troppo semplice per un qualsiasi imprenditore prendere risorse pubbliche e assumere chi ritiene opportuno senza occuparsi di lavoratori che rappresentano un problema sociale".

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