Raccolta dei rifiuti a Minturno, 11 indagati. Quattro sono dipendenti comunali

L’indagine della guardia di finanza. Agli 11 indagati contestati i reati di concorso in frode in pubblica fornitura, truffa ai danni dello Stato, falso, abuso d’ufficio e turbativa d’asta

Undici denunce per la gestione dei rifiuti a Minturno. Sono i numeri dell’indagine della guardia di finanza, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano tesa ad accertare la corretta esecuzione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Minturno.

Undici gli indagati, tra i quali anche 4 dipendenti comunali, ai quali vengono contestati, a vario titolo, i reati di concorso in frode in pubblica fornitura, truffa ai danni dello Stato, falso, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

L’attività delle fiamme gialle ha permesso di fare luce su “un illecito e collaudato sistema posto in essere tra i membri della stazione appaltate e quelli della stazione appaltatrice, che si concretizzava nell’irregolare e fraudolenta esecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani con particolare riferimento alla raccolta differenziata”.

In particolare, spiegano dalla guardia di finanza con una nota, nel corso delle indagini è emerso “come il C.N.S. (Consorzio Nazionale dei Servizi di Bologna), mediante la propria consorziata, la società Coop. A.S.A. - Servizi Ambientali di Latina e successivamente la Eco Car Srl di Roma, si aggiudicavano in maniera anomala l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti del Comune di Minturno” eseguita “nel periodo 2013-2015 in maniera difforme rispetto a quanto stabilito nel capitolato d’appalto”.

“Nello specifico - proseguono le fiamme gialle - si appurava che i soggetti indagati, ognuno per il proprio ruolo e incarico ricoperto, non avevano eseguito correttamente la raccolta dei rifiuti solidi urbani, riscontrando altresì la mancata posa in opera e la relativa inadeguatezza dei mezzi utilizzati per il servizio, la carenza del personale impiegato per l’espletamento dello stesso ed il mancato prelievo di rifiuti ingombranti, del vetro e dei R.A.E.E. (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)”.

Durante le indagini, i militari hanno anche accertato “che la condotta omissiva attuata dai soggetti, protrattasi nel tempo, aveva permesso ad entrambe le stazioni appaltatrici di ottenere, mediante la presentazione all’Ente di falsa e ingannevole documentazione contabile che attestava l’avvenuta e regolare esecuzione del servizio appaltato, sistematiche liquidazioni di spesa, a danno del bilancio comunale, rispettivamente pari a un importo di € 2.196.780,82 per il C.N.S. e di € 740.129,00 per la Eco Car”

Nel corso delle indagini è stato sequestrato il sito “ex Asia” in localià Parchi a Minturno, utilizzato come “Eco Centro”, nonché 96.760 chili di rifiuti solidi urbani e 13 metri cubi di rifiuti speciali abbandonati in maniera incontrollata e non smaltiti secondo la normativa vigente.

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Sono ancora al vaglio della magistratura ulteriori elementi emersi nel corso delle indagini e nei prossimi giorni le fiamme gialle di Formia, su delega del pubblico ministero inizieranno gli interrogatori degli undici indagati.

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