Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Aprilia

Narcotizzavano e derubavano anziani in casa, arrestate madre e figlia

In manette due donne di 55 e 41 anni residenti ad Aprilia; l’operazione della polizia. Le vittime narcotizzate dopo aver ingerito un pasticcino o bevuto bevande e poi "ripulite" di gioielli e denaro

Seguendo sempre uno stesso “modus operandi” narcotizzavano e derubavano anziani. In manette sono finite due donne, madre e figlia di 55 e 41 anni, entrambe residenti ad Aprilia e considerate responsabili di diversi episodi di rapine aggravate in abitazione, avvenute a Roma lo scorso anno. Questa mattina gli agenti della Squadra Mobile della Capitale, a seguito di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – Gruppo Reati contro il Patrimonio, hanno fatto scattare le manette ai polsi delle due donne. 

Le indagini sono scaturite da una serie di truffe ad anziani che, consumate con precise modalità, si sono tramutate in vere e proprie rapine in abitazione ai danni di ultra 65enni, adescati e distratti in strada dalle due donne con semplici pretesti. Una volta convinte le vittime ad aprire la porta di casa, spiegano dalla Questura di Roma, le due truffatrici si introducevano all’interno delle abitazioni e, dopo aver stordito gli anziani con bevande diluite con sostanze narcotizzanti, li derubavano di denaro contante e degli oggetti preziosi presenti negli appartamenti.

All’identificazione di madre e figlia, entrambe con precedenti specifici di polizia ed in particolare per reati contro il patrimonio in danno di persone anziane con la tecnica del “falso assistente sociale”, “si è giunti all’esito di indagini supportate da attività tecnica con intercettazione telefonica ed analisi dei tabulati di traffico telefonico transitato in alcune stazioni radio base, nonché attraverso individuazioni fotografiche effettuate dalle vittime”. Hanno agito nelle zone Tuscolano, Appio e Sant’Ippolito tra il gennaio ed il novembre 2017;  i cinque “colpi” che gli vengono contestati.

Il “modus operandi” era sempre il medesimo, spiegano ancora dalla Questura; accedevano “all’interno degli appartamenti delle vittime con la scusa di prestargli assistenza o fargli compagnia oppure addirittura con il pretesto di festeggiare il compleanno delle truffatrici”, ed asportavano dalle abitazioni monili preziosi in oro come bracciali, anelli, orecchini, collane, orologi di pregio, carnet di assegni, bancomat, carte di credito e denaro contante, approfittando dell’incapacità di volere e di agire delle persone anziane, nel frattempo narcotizzate dopo aver ingerito un pasticcino o bevuto bevande soporifere.

Madre e figlia arrestate: l'operazione della polizia 

Nel corso delle indagini è stato appurato inoltre come le due donne si avvalessero della collaborazione di due medici psicologi, di Palestrina e di Latina, indagati per il reato di false attestazioni in atti destinati all’Autorità Giudiziaria, i quali redigevano in loro favore falsi certificati medici per consentirgli di ottenere gli arresti domiciliari in luogo della detenzione in carcere.

In occasione delle catture, in collaborazione con personale della Questura di Latina, sono state effettuate 11 perquisizioni a carico di altrettante persone indagate a vario titolo per i reati di falso materiale e ricettazione. Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti investigativi per definire il contesto criminale delle due donne al fine di individuare altri episodi di rapine già consumate a Roma con le medesime modalità.

Le arrestate, entrambe già sottoposte al regime degli arresti domiciliari per analoghi reati, al termine degli atti di rito sono state associate al carcere di Rebibbia.

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