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Il direttore del Parco Paolo Cassola

Il direttore del Parco Paolo Cassola

Scontro sul Piano daini, parte la querela per diffamazione dell'Ente Parco del Circeo

Gli organismi direttivi denunciano chi ha "diffuso notizie false facendo apparire il parco come un mattatoio"

Sfocia in una querela per diffamazione da parte dell’Ente Parco la querelle sul piano daini dei mesi scorsi. Il Parco Nazionale del Circeo ha infatti deciso di tutelare la propria immagine di Ente pubblico, querelando per diffamazione aggravata tutti coloro che, strumentalizzando il diritto di critica, hanno diffuso notizie false “generando confusione nel lettore e disorientando la cittadinanza, che associa indebitamente il Parco ad un mattatoio, ad un lager, a nemico dei daini, e, da ultimo, ma non per ultimo, a luogo in cui si perpetrano chissà quali misfatti, anche di natura penale”. I vertici dell’Ente hanno dato mandato all’avvocato Antonello Madeo di depositare querela alla Procura di Latina per diffamazione aggravata “nei confronti di quanti – pur essendo perfettamente a conoscenza, ed in ogni aspetto, del Piano Daini – hanno sin qui sparato a zero sull’Ente Parco.

Il Consiglio Direttivo dell’Ente, riunitosi in seduta convocata presso la sede di Federparchi a Roma, ha messo in evidenza la necessità di agire in autotutela affidando un incarico ad un legale, interpellando anche l’Avvocatura Generale dello Stato. “Non si tratta –spiegano i vertici del Parco – di una censura contro chi legittimamente esercita il diritto di critica, ma al contrario, è un atto a garanzia di chi intende manifestare dissenso circa l’operato del Parco, in maniera però costruttiva e rispettoso di un ente che rappresenta lo Stato italiano ed una missione importante sul territorio. Non è più tollerabile che qualcuno utilizzi il diritto di critica ed il Piano Daini per creare volontariamente ostilità, per sobillare gli animi di animalisti, ambientalisti o semplici supporters, vanificando l’attività di inclusione e gli sforzi che l’Ente sta faticosamente affrontando da alcuni anni non senza positivi risultati gestionali. Confidiamo come sempre – conclude la nota - e anche questa volta, nell'azione della magistratura inquirente, affinché valuti la rilevanza penale dei numerosi post pubblicati negli ultimi mesi sull’argomento daini, e non solo, alcuni gravissimi, perché avanzano addirittura ipotesi di reato specifiche a carico del Parco e dei suoi Organi".

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