Ville tra Terracina e San Felice in affitto a giovani prostitute: in manette un'insegnante e il marito imprenditore

Operazione 'Maitresse', i due insospettabili gestivano una lucrosa attività mettendo a disposizione anche un autista.

Sfruttavano giovani straniere mettendo a loro disposizione alcuni appartamenti tra Sabaudia e Terracina dove queste si prostituivano dietro il pagamento di un canone di 50 o 100 euro al giorno per ciascuna. All’alba di oggi marito e moglie sono finiti in carcere nell’ambito dell’operazione denominata ‘Maitresse', portata a termine dagli agenti del Commissariato di Terracina e coordinata dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza. C. P. 58 anni e il marito G. G. 60enne, entrambi di Frosinone, erano davvero degli insospettabili. Lei insegnante presso un noto Istituto Superiore di Frosinone, lui imprenditore nel settore agricolo sempre sul territorio del frusinate, sono accusati di favoreggiamento della prostituzione mentre una terza persona, Q. I. L. 65enne originario di Fondi, oltre a fungere da tassista, faceva da palo per allertare le prostitute in caso di irruzioni della Polizia. 

Gli investigatori hanno portato alla luce un sistema organizzato fondato sulle strutture ricettive ‘diffuse’, vale a dire composte da tanti mini appartamenti. Praticamente i locali invece di essere dati in affitto a turisti venivano concesse dai coniugi per l’esercizio di una prostituzione “itinerante” in quanto diverse ragazze, che si fermavano per pochi giorni in città, si alternavano in modo da attrarre i clienti in ragione della novità della proposta sessuale.

La principale indagata, C.P., Docente di Economia presso un Istituto Superiore nel tempo era riuscita ad accreditarsi con centinaia di giovani prostitute quale punto di riferimento per potersi collocare ed esercitare la prostituzione in insospettabili abitazioni ubicate tra Terracina e Sabaudia. Le indagini hanno portato al rinvenimento della contabilità del lucroso business: nel corso di perquisizioni all’interno dell’abitazione di residenza dei coniugi indagati, è stata trovata un’agenda e ulteriori conferme sono arrivate dai rilievi sui telefoni in uso alla donna e ad alcune prostitute. Il favoreggiamento della prostituzione non era occasionale ma abituale e reiterato.

La “Maitresse” aveva maturato una certa affidabilità potendo garantire alle ragazze appartamenti dalle caratteristiche ottimali per ricevere il maggior numero di clienti in ambienti riservati, attrezzati come residence di livello. La stessa offriva un servizio completo di ricezione delle prostitute, mettendole in contatto con tassisti irregolari alle sue dipendenze e factotum per ogni esigenza, il tutto affinché fossero nascoste in casa a prostituirsi evitando di uscire anche solo per fare la spesa, circostanza che avrebbe potuto destare sospetti ed essere oggetto di eventuale segnalazione alle Forze dell’Ordine.

Tra gli immobili utilizzati risultano attualmente due ville, ubicate ubicate a Terracina e Sabaudia, di proprietà dei coniugi sottoposte a sequestro, tuttavia la maggior parte degli introiti proveniva dall’utilizzo di ulteriori villette prese in locazione dagli stessi coniugi ed allestite accuratamente per brevi periodi, proprio per essere destinate al commercio sessuale. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno evidenziato la disinvoltura e la spregiudicatezza dei due coniugi che, sebbene incensurati, anche dopo avere appreso di essere oggetto d’indagine, hanno continuato nella loro attività nella convinzione di poter riuscire a farla franca. 

Da questa mattina, su ordinanza cautelare del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese, la donna è detenuta nel carcere di Rebibbia mentre il marito è agli arresti domiciliari.

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