Inneggiava al Califfato e alla jihad, espulso un tunisino di 50 anni residente a Latina

In casa dell'uomo scritti che incitavano i giovani musulmani a compiere azioni violente contro ebrei e cristiani. "Il decreto si inserisce in un contesto di potenziale pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato” spiegano dalla Questura

E’ partito ieri da Fiumicino per fare rientro in patria il tunisino di 50 anni, residente a Latina, espulso dal territorio nazionale per motivi di ordine pubblico e di sicurezza dello Stato. Il Decreto di Espulsione dal territorio nazionale è stato firmato dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano e dopo la convalida da parte della competente Autorità Giudiziaria è stato eseguito nella giornata di ieri dalla polizia. 

Il provvedimento arriva al termine di una vasta attività che nel corso degli ultimi mesi ha visto la Sezione Antiterrorismo della Digos intensificare i servizi di prevenzione e di monitoraggio sulle comunità islamiche del capoluogo e dell’intera provincia, in particolare, spiegano dalla Questura, “focalizzando l’attenzione su soggetti radicalizzati e pervasi da sentimenti di avversione per il mondo occidentale, che potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza della collettività o comunque svolgere una pericolosa attività di proselitismo”.

Servizi predisposti dopo gli attentati terroristici che hanno insanguinato l’Europa Occidentale e pianificati sul tutto il territorio nazionale dalla Direzione Centrale di Prevenzione della Polizia di Stato e che nel territorio pontino hanno portato ad importanti risultati tra cui l’identificazione di 438 persone straniere e 26 perquisizioni domiciliari; sono state anche controllate 98 strutture ricettive ed esercizi pubblici (abituali ritrovi di soggetti extracomunitari) e sono stati denunciati in stato di libertà 6 stranieri regolari con l’ipotesi di reato del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Nello specifico, l’espulsione firmata dal ministro Alfano ha interessato il 50enne tunisino, regolare in Italia commerciante ambulante che da 11 vive a Latina nella zona di Borgo Piave. Come ha spiegato il capo della Digos Walter Dian oggi nel corso di una conferenza, il provvedimento si inserisce in “un contesto di potenziale pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato”. 

Da tempo, dagli ultimi mesi del 2015, il 50enne era monitorato dalla Digos perché ritenuto fortemente ideologizzato ed attestato su posizioni proprie dell’Islam radicale. All’esterno dal centro di preghiera islamico, infatti, “era solito distribuire una rivista che faceva riferimento a concetti dell’area radicale islamica”. 

Da qui ne è seguita un’attività info-investigativa che si è conclusa, nel dicembre scorso, con una perquisizione nella sua abitazione dove è stato trovato un copioso materiale cartaceo, appunti, in lingua araba con espliciti riferimenti al Califfato e alla jihad, e scritti che incitavano i giovani musulmani a compiere azioni violente nei confronti degli ebrei e dei cristiani, un personal computer ove conservava moltissime immagini cruente sul conflitto in Siria oltre a filmati di miliziani impegnati in azioni di guerra e documentazione molto critica verso gli Stati occidentali.

Ne è emerso, spiega ancora Dian, “un quadro di un soggetto radicalizzato con una visione estremistica dell’Islam corroborato anche dalle immagine e dai file trovati sul suo computer e la sua pagina Facebook”. Le risultanze acquisite dalla polizia hanno consentito al Ministro dell’Interno, quale Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, di firmare il Decreto di Espulsione per 15 anni dal territorio nazionale.

“Massima accoglienza nei confronti della Comunità Islamica - ha tenuto a precisare il Vicario della Questura Antonio Mannoni, riprendendo il messaggio del ministro Alfano - ma chi inneggia alla violenza e chi mette in pericolo lo Stato Italiano e non rispetta i nostri valori verrà sempre punito ed espulso”. 

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