Traffico di esseri umani: viaggi in treno stipati nel vano motore. Cinque arresti

E' il bilancio di una vasta operazione condotta dalla squadra mobile di Latina che è riuscita a disarticolare due organizzazioni che gestivano i viaggi dei migranti verso la Francia in condizioni disumane. L'indagine partita da Latina

Un’indagine partita dal capoluogo pontino, che ha portato gli investigatori a scoprire un vero e proprio traffico di esseri umani dall’Italia verso altri Paesi dell’Unione Europea, in particolare la Francia. Il bilancio dell’operazione Passeur condotta dalla squadra mobile di Latina è di cinque persone arrestate, mentre un sesto componente dell’organizzazione è ancora ricercato.

Gli arrestati e le accuse

In manette sono finiti cinque africani, Kossi Anigoleme, David Camara e Yacouba Konatè, provenienti dal Togo, dal Burkina Faso e dalla Costa D’Avorio, tutti arrestati a Imperia dove erano ospiti della cooperativa sociale L’Ancora; Amadou Saikou Barry, arrestato nella sua abitazione di Vigevano, e Amadou Bah, fermato a Milano ospite di un centro di accoglienza. Si tratta di due distinti gruppi, comunque in contatto tra loro, che operavano rispettivamente in Liguria, in particolare a Imperia e Ventimiglia, e in Lombardia, a Milano e Pavia. L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dall’Italia alla Francia, aggravato dal coinvolgimento di minori e dal pericolo di vita cui erano sottoposti i migranti che decidevano di intraprendere il viaggio e di varcare il confine. I viaggi erano in auto o in treno, in condizioni disumane.

L'indagine partita da Latina

L’indagine è partita da un gruppo di migranti di Latina, ospiti di due cooperative sociali, che avevano contattato al telefono alcuni componenti del gruppo per lasciare Latina e l’Italia e arrivare appunto in Francia. Nelle intercettazioni emerge che uno dei migranti chiede a Anigoleme Kossi di poter fare il viaggio, ma gli precisa di avere solo 150 euro per pagarlo. Una cifra che consentirà un viaggio in treno. Al telefono, con Anigoleme Kossi, si pattuisce il prezzo e la modalità di pagamento. Dalle intercettazioni emerge anche che i trafficanti facevano transitare circa una decina di migranti al giorno, tra cui molti minorenni non accompagnati, tra i 13 e i 15 anni.  

Le rotte

Si poteva raggiungere la Francia da Milano o da Ventimglia, in quest'ultimo caso in treno, fino a Marsiglia o a Nizza. Dalla Lombardia partivano viaggi in auto, con quattro migranti per volta. I “clienti” raggiungevano Milano o Pavia e poi aspettavano il momento buono per partire. In prossimità del confine i migranti venivano fatti scendere per attraversare il confine a piedi e poi venivano caricati in auto poco dopo e condotti a Lione. Per il trasporto si arrivava a pagare fino a 350 euro. 

I viaggi in treno in condizioni disumane

Più complicati ma anche più economici erano invece i viaggi in treno, gestiti dalla rete che faceva capo ad Anigoleme Kossy, richiedente asilo in possesso di un permesso temporaneo in scadenza il 17 dicembre prossimo. I migranti vengono fatti salire sui convogli e nascosti all’interno di locali tecnici, nel vano motore o in tutti quegli spazi angusti a cui è vietato anche avvicinarsi. Sono viaggi che durano molte ore, in condizioni tremende e a rischio della vita. Una volta arrivati a destinazione, un altro componente dell’organizzazione si occuperà di tirarli fuori e di fargli proseguire il viaggio. A documentare il dramma sono le foto e, ancora una volta, le intercettazioni: i migranti, già nascosti a bordo del treno e stipati in luoghi inaccessibili, chiamano i componenti del gruppo e dicono di essere spaventati. 

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