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Cronaca Aprilia

Quattro tonnellate di coca sequestrate, un apriliano tra i 34 arrestati

Operazione della Finanza su un traffico internazionale che aveva basi in Calabria. Lo stupefacente viaggiava su navi cargo in arrivo in vari porti italiani, e su barche a vela. Sequestrato anche un ingente patrimonio immobiliare

C’è anche un apriliano di 37 anni tra le 34 persone arrestate all’alba di questa mattina nell’ambito dell’operazione denominata “Santa Fe”, che ha portato al sequestro di 4 tonnellate di cocaina, un quantitativo che avrebbe portato a un guadagno di circa un miliardo di euro.

Le radici del sodalizio criminale sono state individuate in Calabria ma il gruppo avrebbe avuto diverse ramificazioni anche a livello internazionale.

L’operazione è stata infatti condotta dai finanzieri del G.o.a. di Catanzaro, di Gioia Tauro e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma (S.c.i.c.o.). Sono stati questi ultimi ad eseguire l’arresto del 37enne di Aprilia. Il tutto in sinergia tra la guardia di finanza, la guardia Civil spagnola e la D.e.a. (angenzia antidroga americana).

L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho e dall’aggiunto Nicola Gratteri, ha portato ad individuare il ruolo di personaggi di spicco di diversi noti gruppi criminali, alleanze e collaborazioni tra gruppi della Locride (cosca Aquino/Coluccio di marina di gioiosa jonica) e gruppi criminali dell’area tirrenica (cosche Alvaro di Sinopoli e Pesce di Rosarno).

Secondo quanto accertato, ingenti quantitativi di cocaina sarebbero stati trasportati all’interno di container, su navi cargo in arrivo in vari porti italiani, e su barche a vela. Lo stupefacente sarebbe stato garantito dai comandanti delle forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) che coltivano, producono e distribuiscono lo stupefacente in tutto il mondo.

Le indagini, nel loro complesso, hanno permesso di individuare i canali di rifornimento e di importazione dello stupefacente, così da consentire l’intercettazione di numerosi carichi di cocaina diretti in vari porti italiani ed europei, tra cui principalmente quello di Gioia Tauro.

La droga complessivamente sequestrata, infatti, una volta lavorata ed immessa in commercio avrebbe fruttato all’organizzazione circa un miliardo di euro.

Tra il Lazio e la Calabria sono stati sequestrati circa 40 immobili (terreni e fabbricati tra i quali spicca una lussuosa villa ubicata in ostia antica) nonché numerose ditte individuali operanti in diversificati settori dell’edilizia oltre a quote societarie.

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