Controlli della polizia a Formia: arresti e denunce per truffe

In manette due donne che volevano incassare un vaglia postale del valore di 100mila euro. Il titolo di credito è risultato falso. Deferiti in stato di liberà diversi altri soggetti per gli stessi reati

Una segnalazione arrivata al 113 dall’ufficio postale di Formia indivaca la presenza di due donne che stavano tentando di incassare un vaglia postale del valore di 100mila euro di dubbia provenienza. Gli agenti della Squadra Volante del commissariato di Formia hanno quindi preso contatti con il direttore. Nell’effettuare i dovuti adempimenti telematici, l’operatore dello sportello aveva constatato che il beneficiario del vaglia era in realtà un altro soggetto, assolutamente estraneo alle due donne presenti nell’ufficio postale. La data di emissione sul vaglia era inoltre del 6 aprile scorso mentre quella sulla matrice era del 2 maggio.

La falsificazione del titolo di credito a questo punto è diventata evidente e il vaglia è stato sequestrato.

Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di accertare che le due donne, M.S. classe ’61 e M.R., classe ’92, entrambe di Gaeta, nella giornata di ieri avevano aperto un conto corrente postale sul quale ordinavano di versare il vaglia da 100mila euro. In virtù di quanto emerso, si è proceduto al loro arresto in flagranza per il reato di truffa. Da accertamenti espletati in banca dati, è inoltre verificato che entrambe annoveravano precedenti di polizia. Una in particolare risultava colpita da diversi fogli di via obbligatorio. Per entrambe è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Sempre nel corso dei servizi di controllo,  un pluripregiudicato di Napoli, già allontanato dal territorio formiano con foglio di via obbligatorio, è stato perquisito e trovato in possesso di sostanza psicotropa che è stata immediatamente sequestrata dal personale di polizia. Condotto negli uffici del commissariato è stato deferito in Prefettura per uso personale di sostanza stupefacente nonché denunciato per violazione del divieto di ritorno emesso dal Questore di Latina.

Un altro soggetto è stato denunciato all’autorità giudiziaria di Cassino per una truffa on line raccolta dal personale dell’Ufficio denunce del commissariato di Formia. Trattasi di un uomo originario di Bari, di una trentina di anni, esperto in questi reati. La tecnica consolidata è quella di carpire la fiducia della propria vittima offrendo sul mercato prodotti a prezzi assai convenienti con una serie di garanzie che poi vengono meno al momento della realizzata truffa. Anche in questo caso si è trattato di un apparecchio elettronico offerto sulla rete, che non è stato consegnato dopo il pagamento della cifra pattuita. Si è giunti alla individuazione dell’autore dell’inganno incrociando i dati del numero di telefono utilizzato per le trattative, con i dati di accreditamento della somma di denaro inviata dall’ignaro acquirente.

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Altri due soggetti, provenienti da Napoli, sono stati infine denunciati per sostituzione di persona e truffa a seguito di una querela presentata da una donna che lamentava un cambio di operatore non richiesto, per il contratto di fornitura del gas presso la propria residenza di Gaeta. Gli accertamenti eseguiti hanno consentito di appurare che il nuovo operatore, la Società Enel Energia S.p.A., era in possesso di un modulo di adesione a nome della denunciante, verosimilmente con firma apocrifa, e della bolletta del gestore precedente Eni Gas & Power relativa al periodo marzo - giugno 2016, che la querelante ha affermato  non aver mai ricevuto. Da quanto descritto si è presunto che, sottraendo la corrispondenza, l’autore del reato avesse  preso cognizione dei dati dell’utenza sufficienti a compilare il modulo di adesione. L’attività pertanto proseguiva rintracciando il titolare dell’agenzia incaricata alla compilazione del modulo di adesione. In particolare veniva individuato il nome del consulente che aveva effettivamente concluso il contratto, il cui nominativo è trascritto sul modulo ed il numero telefonico contattato per chiedere conferma della volontà di perfezionare il rapporto di fornitura. In tal maniera si è identificato il nome di un dipendente dell’agenzia incaricata ed il numero della compagna di questi. Riscontrata la diretta conoscenza tra i due soggetti, è apparso evidente che  il  dipendente, venuto a conoscenza dei dati personali della denunziante attraverso la bolletta Eni prelevata dalla sua cassetta postale, al fine di ottenere una provvigione, avesse  compilato a nome della denunciante il modulo di adesione Enel Energia, indicando nello spazio relativo al numero telefonico, l’utenza della propria compagna la quale, a sua volta, interpellata per la verifica dell’adesione contrattuale, ha finto di essere la denunciante, acconsentendo all’attivazione della nuova fornitura. Per quanto sopra la coppia originaria di Casoria, nota per analoghi precedenti di reato, è stata denunziata all’autorità giudiziaria.

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