Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Fondi

Riscuotevano assegni sociali anche se vivevano all’estero, denunciati per truffa

Smascherata dalla guardia di finanza una truffa da 300mila euro; denunciati 4 cittadini di Fondi che, pur vivendo all'estero da anni, continuavano a percepire i contributi assistenziali erogati dall'Inps

Negli anni hanno incassato centinaia di migliaia di euro indebitamente. La guardia di finanza della compagnia di Fondi ha fatto luce su un’ingente truffa messa in piedi da quattro cittadini del posto: i quattro, nonostante si fossero stabilmente trasferiti all’estero (in Venezuela, Australia e Brasile) da diversi anni, continuavano a figurare nelle liste della popolazione residente nel Comune di Fondi e che, a causa delle dichiarate condizioni di disagio economico, percepivano il cosiddetto “assegno sociale” erogato dall’Inps.

“Tale prestazione assistenziale – spigano le fiamme gialle - viene erogata dall’Inps ai soli cittadini (italiani, comunitari ed extracomunitari) di almeno 65 anni di età che risultino effettivamente ed abitualmente residenti nel territorio dello stato e che versino in condizioni di difficoltà”.

I militari della Compagnia di Fondi sono arrivati ai quattro passando al setaccio le liste dei cittadini fondani iscritti all’A.I.R.E. (anagrafe degli italiani residenti all’estero), analizzando oltre 500 posizioni, incrociandole con gli elenchi forniti dall’Inps relativi ai percettori di contributi assistenziali, e mediante l’uso delle banche dati del corpo.

In due casi è stato appurato addirittura che i familiari avevano omesso di comunicare il decesso del loro caro, avvenuto all’estero, continuando a riscuotere le somme erogate dall’Inps. L’indagine ha consentito di accertare che, dal 2003 ad oggi, i soggetti denunciati hanno indebitamente riscosso una somma complessiva di circa 300mila euro.

I responsabili, oltre ad essere stati denunciati alla Procura della Repubblica di Latina per i reati di truffa, indebita percezione di erogazioni da parte dello stato e falsità ideologica, sono stati destinatari immediatamente del provvedimento di sospensione dall’erogazione del contributo. Nei loro confronti è stata anche avanzata la richiesta di sequestro ai fini della confisca dei conti correnti bancari e postali per la restituzione dell’importo indebitamente percepito.

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