La tradizione in tavola: la Bazzoffia o zuppa dell’amore

Un piatto della tradizione contadina la cui ricetta le massaie dei Monti Lepini si sono tramandate di generazione in generazione. Ancora oggi è amata e apprezzata non solo nella provincia pontina

Tra i piatti tipici più amati e conosciuti della provincia pontina c’è senz’altro la Bazzoffia: una zuppa di verdure e legumi tipica della zona di Sezze e Priverno.

Le antiche origini della ricetta

C’è chi dice che la ricetta sia stata realizzata per la prima volta nel Medioevo e che fosse una “zuppa energetica” che veniva servita ai pellegrini nelle mense dei conventi per rifocillarli dal lungo viaggio e fornire le energie necessarie per proseguire. Altri invece la ritengono una ricetta tipica della tradizione contadina, che le massaie dei Monti Lepini utilizzavano nel periodo primaverile quando c’erano ancora i carciofi ma cominciavano ad esserci anche le prime fave e piselli. Una ricetta di recupero e contro ogni spreco, che permetteva di rendere gustoso il pane raffermo e utilizzare tante verdure di stagione. È chiamata anche “zuppa dell’amore” perché ritenuta afrodisiaca: le massaie la servivano ai mariti che tornavano da una dura giornata di lavoro in campagna, e data le proprietà nutritive ed energetiche, gli uomini dimenticavano ogni stanchezza rendendo felici le mogli.

Un piatto povero ma energetico

La bazzoffia è una zuppa di verdure, ortaggi e legumi nata dall’ingegno delle massaie che per non sprecare il pane quando diventava raffermo, erano solite abbrustolirlo e poi bagnarlo con zuppe di vario sapore. Un tempo era un piatto stagionale perché i suoi ingredienti non si trovavano tutto l’anno come oggi. I suoi ingredienti sono i carciofi, preferibilmente dell’ultima raccolta denominata carciofella, le prime fave e pisellini novelli, lattuga, bieta e cipolla fresca.

La preparazione

Si fa imbiondire la cipolla con un po’ di olio extravergine di oliva in una pentola (per chi vuole un sapore più deciso può utilizzare dello strutto). Dopo aver lavato e tagliato grossolanamente le verdure, si aggiungono alla cipolla e si ricoprono d’acqua. Il segreto di una buona bazzoffia sta nel far cuocere dolcemente e a lungo le verdure e i legumi. In alcune varianti si fa cuocere nel brodo anche un uovo in camicia che viene adagiato sul pane, tagliato a fettine sottili oppure bruschettato, prima di versarci su la zuppa.
Un piatto che ha subito alcune varianti nel corso dei secoli, che ancora oggi è gustato nelle case pontine e sempre più spesso nei ristoranti che propongono una cucina tipica e tradizionale dei nostri monti. È celebrata anche in diverse sagre estive come la Sagra della Bazzoffia di Sezze che si tiene nel mese di luglio e la celebre sagra delle Sette Minestre che è fiore all’occhiello dell’estate di Pisterzo e Prossedi.

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