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Economia Latina Scalo

Aviointeriors, avanti la protesta Intanto gli operai aprono al dialogo

Prosegue la protesta dei lavoratori da una settimana in assemblea permanente. Ed ora sono loro a parlare con una lettera aperta con cui manifestano la "volontà di confrontarsi in modo costruttivo con l'azienda"

Vanno avanti con la protesta, ma non chiudono le porte al dialogo. Sono i lavoratori della Aviointiriors che questa mattina hanno occupato, a singhiozzo, di nuovo la statale Appia, proprio vicino l’ingresso dello stabilimento.

La mobilitazione arrivata il giorno dopo la riunione in Prefettura andata in fumo a causa della mancata presenza della proprietà e dopo una settimana di assemblea permanente per il mancato pagamento dello stipendio di maggio e per l’annuncio dei 150 licenziamenti da parte della società.

E oggi, con una lettera aperta, sono proprio i lavoratori ad aprire al dialogo, manifestando “la loro volontà di confrontarsi in modo costruttivo con l'azienda”.

LA LETTERA DEI LAVORATORI DELL’AVIOINTERIORS

"E' singolare che, in un momento di criticità di così ampio respiro, il nuovo management piuttosto che preoccuparsi di verificare l'effettivo stato di benessere dell'azienda, lanci strali di sindacabile veridicità a mezzo stampa contro quelli che, fino a prova contraria, sono il cuore pulsante della società stessa. I suoi lavoratori.
Rimaniamo sorpresi nel vedere che mai una volta si è tentato un confronto costruttivo con tutti coloro che, desiderosi di riprendere con il giusto slancio il proprio lavoro, non possono tuttavia sottostare a ricatti e minacce.
E rimaniamo anche esterrefatti nel leggere che una manifestazione volta a tutelare un diritto insindacabile, quello di essere pagati per delle prestazioni lavorative effettuate, venga sommariamente bollato come "illegale" e portato avanti da gruppi di "facinorosi".
Vi invitiamo dunque a venirli a vedere, questi pericolosi facinorosi. Invitiamo De Vecchi a venirli a vedere. A guardare negli occhi padri di famiglia che sono costretti a non pagare le cure mediche ai figli perchè, pur lavorando duramente, si ritrovano senza stipendio. Invitiamo a venire a fare due chiacchiere con le madri di famiglia, con i volti segnati dalla fatica e dalla frustrazione, perchè sessant'anni di lotte per ottenere giustizia sociale hanno determinato il loro non diritto ad essere retribuite. Venite a parlare con i figli e le figlie, laureati e professionali, che vengono minacciati di perdere il posto di lavoro qualora non sottostessero al volere di un proprietario che spesso non hanno nemmeno mai incontrato. I lavoratori accoglieranno a braccia aperte tutti quelli che vorranno confrontarsi in modo serio, senza oltrepassare i confini della legalità.
E se il management proprio non volesse un confronto diretto con loro, si presentasse almeno davanti ai tavoli istituzionali, evitando di disertare incontri già concordati, come accaduto davanti al prefetto. La dignità non è un bene svendibile. E' un diritto e come tale va tutelato
".

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