Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

Mercato immobiliare, compravendite a picco: -25%

Amara analisi di Fiaip dell'attuale situazione vissuta dal mercato immobiliare. Una ripresa possibile a partire dal 2014. Ecco le cause

Compravendite a picco nella provincia pontina. Il crollo evidenziato nel primo trimestre del 2012 è stato confermato, e addirittura ha accelerato il suo trend negativo, nella seconda metà dell’anno.

È l’analisi amara di Fiaip Latina che cerca di mettere in luce anche le possibili cause di un quadro così cupo.

“Per le compravendite ad uso residenziale, segmento che con 119.673 transazioni registrate nel II trimestre 2012 rappresenta il 46% circa dell’intero mercato – spiega Santino Nardi, presidente provinciale Fiaip Latina citando il rapporto Istat su dati dell’Agenzia del Territorio –, il calo tendenziale registrato nelle aree metropolitane come Roma (-21,8%) è più contenuto di quello di centri minori come il nostro (-25,1%). Anche per le compravendite ad uso economico il calo è più evidente negli archivi aventi sede in provincia (-27,0%) rispetto a quello che si osserva nelle grandi città (-21,0%)”.

La spesa per acquisto di abitazioni è stata pari a quasi 39 miliardi di euro: il mercato ha perso quindi oltre dieci miliardi rispetto allo stesso lasso temporale 2011. Quali le cause? “In primo luogo le difficoltà legate al periodo di crisi economica – spiega Nardi –: allarmanti ed eloquenti i dati economici diffusi dall’ISTAT, in particolare la variazione negativa del PIL del -2,6%, peggiore del già negativo (-1,4%) saldo registrato nell’analogo periodo 2011. Il tasso di disoccupazione, incrementato di ben tre punti percentuali passando dal 7,6% al 10,7%; l’indicatore della fiducia delle famiglie, ridotto ulteriormente arrivando ad 86 nell’agosto 2012; la produzione industriale in netto calo: -7%”.

Ma oltre questi aspetti che sono purtroppo conosciuti a tutti, insiste Nardi, c’è un “ulteriore, duplice aspetto a bloccare il mercato: da un lato la difficoltà di accesso al credito (i mutui nel 2012 si sono ridotti del 50% secondo l'Istat; sino al 70, rilanciano gli operatori Fiaip). Col tasso d’interesse sui prestiti alle famiglie per acquisto di abitazioni salito costantemente, passando dal 4,14% di marzo 2011 al 4,90% di marzo 2012 (fonte Bollettino statistico – Banca d’Italia), è fisiologico che le famiglie tendano a rinviare gli acquisti relativi ai beni durevoli e, a maggior ragione, quelli delle abitazioni che richiedono un impegno finanziario di lungo termine”.

“A questo si aggiunga la resistenza dei venditori – prosegue Nardi - i quali, non volendo depauperare il proprio bene immobile non sono disposti a cedere sul prezzo desiderato; d’altro canto, le attuali condizioni di mercato suscitano nei potenziali acquirenti l’attesa di un ulteriore calo; in tali condizioni l’inevitabile effetto è la diminuzione dei volumi scambiati e la rigidità dei prezzi”.

Ma come non citare anche l’introduzione dell’Imu che ha gravato ulteriormente sulla decisione dell’acquisto di abitazioni. Più che auspicare ulteriori cali o impegnarsi in previsioni allarmistiche, sostiene il presidente Nardi, per uscire dalla crisi appare necessario individuare proposte realizzabili per sostenere il settore e sfruttare le potenzialità di traino del comparto immobiliare sull’intera economia.

“Tra queste, ad esempio la riattivazione del circuito finanziario per l’acquisto delle abitazioni, anche attraverso un fondo di garanzia dello Stato per l’erogazione dei mutui alle famiglie; un alleggerimento del carico fiscale sulla realizzazione e sull’acquisto di abitazioni, soprattutto per quelle a più elevate prestazioni energetiche”.

Previsioni per il 2013? Termometro ancora orientato verso il meno, secondo Fiaip che pronostica un nuovo calo di circa 12/15 punti percentuali in termini di compravendite a buon fine. Dal 2014 il mattone dovrebbe tornare a fiorire.

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