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Sabato, 4 Febbraio 2023
Lo studio

Reddito medio di 18mila euro per i cittadini pontini, 3mila euro in meno del resto dei laziali

Il rapporto realizzato dalla Uil del Lazio e dall’Istituto di ricerca Eures sulle dichiarazioni dei redditi del 2021. La geografia delle disuguaglianze nel Lazio e nella provincia di Latina

Fa emergere disparità e disuguaglianze tra le province lo studio realizzato dalla Uil del Lazio e dall’Istituto di ricerca Eures sulle dichiarazioni dei redditi del 2021. Se infatti nel Lazio è di 23.442 euro il reddito imponibile medio lordo dei cittadini in un anno, superiore al dato nazionale di 21.548 euro, entrando più nel dettaglio ci rendiamo conto che la reità non è poi così rosea, o per lo meno non lo è per tutti.

“Su scala territoriale - dice il segretario generale della Uil di Latina, Luigi Garullo – l’imponibile medio dei cittadini dell’area pontina è stato infatti di 18.357 euro annui, un dato di gran lunga inferiore rispetto a quanto percepito mediamente dalle lavoratrici e dai lavoratori romani (oltre 25 mila euro). A conti fatti parliamo di una differenza retributiva pari a 3.191 euro rispetto al resto della regione”.

Analizzando invece le fasce di reddito, dal dossier scopriamo che tra il capoluogo e le tante realtà che compongono la provincia pontina, il 51,2% dei dichiaranti ha un imponibile inferiore a 15mila euro, concentrando circa un quinto del totale delle dichiarazioni, mentre solo il 3% ha superato i 55mila euro, detenendo quasi il 15% della ricchezza complessiva.

“E intanto l’onda lunga della pandemia, l’attuale crisi internazionale, il rincaro dei generi alimentari e l’esplosione delle tariffe di luce e gas si stanno abbattendo sulle famiglie più povere. Sono state quasi un milione e mezzo le ore di cassa integrazione concesse alle lavoratrici e ai lavoratori di Latina e provincia nei primi nove mesi del 2022 - aggiungono dal sindacato -. Mentre lo scorso anno 40.631 persone hanno ricevuto il reddito di cittadinanza, 3.527 in più rispetto al 2020”.

“Non c’è soltanto un nord Italia più ricco e un sud del Paese più povero – conclude Garullo – la geografia della disuguaglianza di reddito è molto più complessa e articolata. È per questo che in questo territorio ci sono lavoratrici, lavoratori, pensionati e giovani che guardano al futuro con estrema preoccupazione. Il benessere è prerogativa di pochi: non a caso il 3,5 per cento dei contribuenti più abbienti del Lazio detiene una ricchezza di oltre tre volte superiore a quella del 31 per cento dei contribuenti più poveri. È fin troppo chiaro che una distribuzione troppo disorganica delle risorse dell'economia mette a rischio la coesione sociale, aumentando povertà e disagio sociale. Sono temi che la Uil affronta attraverso l’impegno quotidiano, per cercare di ridisegnare un Paese più giusto, equo, inclusivo e moderno”.

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