Economia

Sciopero generale, i lavoratori pontini in massa a Roma

"Uno sciopero molto sentito che trae origine da una crisi occupazionale senza precedenti" ha commentato il segretario della Uil Garullo. In tanti sono partiti con il pullman da Latina per partecipare alla manifestazione di Roma

Massiccia partecipazione anche dei lavoratori pontini allo sciopero generale di ieri indetto dalla Cgil e dalla Uil, “uno sciopero generale molto sentito – ha commentato Luigi Garullo, segretario generale Uil Latina -, che trae origine da una crisi occupazionale senza precedenti, con un governo che anziché dare risposte concrete, propone l’ennesima riforma del lavoro che abbassa ancora la soglia delle tutele, con la possibilità di demansionamento per legge.

Stanno introducendo un principio pericoloso, cioè che si può demansionare un lavoratore, non per comprovata necessità, ma in forza di legge, o ancora – continua Garullo – una riforma del lavoro che apre alla possibilità di installare telecamere di sorveglianza nei luoghi di lavoro, senza alcun controllo e senza più alcuna regola, questi sono i veri contenuti del jobs act, altro che nuovi posti di lavoro, si genererà nuova precarietà legata agli sgravi contributivi che saranno concessi per i primi tre anni, dopodiché la tentazione di molte aziende sarà quella di terminare i rapporti di lavoro ed iniziarne degli altri”.

Grande comunque la partecipazione pontina alla manifestazione di Roma; “tante situazioni di sofferenza e di disagio hanno avuto voce nella manifestazione – aggiunge Garullo -. Una delegata bracciante agricola della Uil dell’azienda Apofruit di Aprilia ha parlato dal palco di piazza Santi Apostoli snocciolando i problemi del settore agricolo di Latina. E sono stati decine i pullman partiti da ogni angolo della provincia, da Formia, da Fondi, da Terracina, Pontinia, Latina, dai monti lepini, con centinaia di lavoratori, pensionati, ma anche giovani e semplici cittadini, insomma persone vere – continua il segretario della Uil – che si sono alzate all’alba per prendere i pullman del sindacato e raggiungere Roma per urlare tutta la propria rabbia e frustrazione.

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Tanti i lavoratori che vivono situazioni disperate, era ancora buio – aggiunge Garullo – quando affluivano verso i pullman lavoratori di aziende chiuse e dimenticate come la ex Circeo Filati, o ancora lavoratori della Sapa che hanno visto chiudersi l’azienda pochi mesi fa, o ancora i tantissimi lavoratori dell’ Aviointeriors che proprio ora hanno ricevuto decine di lettere di licenziamento con telegramma”.

“Insomma - conclude Garullo – uno sciopero riuscito con adesioni medie, superiori al 60%, ma anche ben oltre come nel caso della Sicamb dove l’adesione è stata dell’80% , segni chiari che ci sono disagi e problemi oramai non più sopportabili, di tutto questo il governo dovrà tenere conto, noi non cerchiamo lo scontro ma non ci fermeremo, Renzi ci chiami e ascolti le nostre proposte che sono quelle del paese che lavora”.

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