Economia

Scuola e lavoro: boom per l’agrario (+12), crolla ragioneria (-4%)

Lo studio prima Summer School sul Made in Italy, promossa da Coldiretti Giovani Impresa. Direttore Viola: "Il 54% dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale"

Meglio gestire un agriturismo che lavorare in una multinazionale”. Questo il pensiero dei ragazzi di oggi, quelli che si iscrivono per il primo anno alle scuole superiori e che mettono il primo mattoncino per la costruzione del loro futuro.

La crisi ridisegna le figure professionali del futuro e crollano gli iscritti alle prime classi degli istituti tecnici di amministrazione, finanza e marketing che sono scelti da appena 45531 giovani con un calo del 4% rispetto allo scorso anno e per la prima volta nella storia educativa del Paese c’è il sorpasso dai giovani che hanno optato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera che sono stati ben 48867, in aumento del 5%.”

LA SCUOLA - E’ quanto emerge dallo studio presentato con l’inizio dell’anno scolastico alla prima Summer School sul Made in Italy, promossa da Coldiretti Giovani Impresa in collaborazione con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare dal quale si evidenzia peraltro che gli istituti agrari con un aumento record del 12% sono quelli che fanno segnare il maggior incremento nel numero di iscrizioni per il 2015 rispetto allo scorso anno.

“Complessivamente – sottolinea il direttore della sede pontina Saverio Viola  - sono 537.242 gli studenti che si sono iscritti al primo anno delle superiori e di questi oltre 267.534 hanno scelto un indirizzo liceale (pari al 49,8%), con un incremento rispetto allo scorso anno. Più di 165.000 ragazzi hanno invece scelto un istituto tecnico (pari al 30,8% del totale nazionale) mentre gli istituti professionali raccolgono il 19,4% delle iscrizioni paria oltre 104.000 ragazzi”.

“Il leggero calo delle iscrizioni a tecnici e professionali è in realtà il risultato di profondi cambiamenti. Tra i tecnici – rileva Viola - calano pesantemente le iscrizioni all’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing e volano quelle all’alberghiero ed enogastronomia che raggiunge ben il 9,3% delle iscrizioni sul totale nazionale e si posiziona al secondo posto, dopo lo scientifico, fra i più richiesti in Italia.

LE SCELTE - La tendenza a privilegiare l’alimentazione come sbocco lavorativo è confermata anche dal sondaggio Coldiretti/Ixe’ secondo il quale il 54% dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21%) o fare l’impiegato in banca (13%). Ed anche che il 50% degli italiani ritengono che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro. Per questo l’88% degli italiani - spiega ancora il direttore della Coldiretti - afferma che il sistema di formazione nazionale andrebbe riqualificato anche con un corso specializzato all’Università sulla valorizzazione del Made in Italy”.

GLI AGRICOLTORI - D’altra parte il numero di lavoratori dipendenti in agricoltura ha fatto registrare un incremento record del 5,6% nel secondo trimestre del 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in controtendenza al calo fatto registrare nelle grandi imprese,  secondo una analisi della Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat a giugno. Un segnale incoraggiante per battere la disoccupazione viene anche dall’aumento del numero di imprese agricole condotte da giovani under 35 che nel secondo trimestre sono salite a 48620 unità con un aumento del 2,6 per cento rispetto al trimestre precedente.

Le campagne possono offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare una occupazione anche temporanea - ha affermato Viola -; l’esperienza dimostra che molti giovani hanno saputo riconoscere ed incarnare le potenzialità del territorio trovando opportunità occupazionali, ma anche una migliore qualità della vita”.

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