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Sabato, 4 Febbraio 2023
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Autostrada Roma Latina, il governo ci crede: al lavoro per un commissario

La strada commissariale velocizza i tempi di realizzazione di un'opera da cui si parla da 20 anni

La Roma Latina avrà un commissario e sarà nominato entro trenta giorni dall’entrata in vigore della finanziaria. C’è un emendamento al riguardo, passato al vaglio della commissione bilancio della Camera, che consentirà di realizzare questo obiettivo.

Il commissario straordinario verrà scelto per le attività di programmazione, progettazione ed affidamento dell’infrastruttura. Significa che potrà occuparsi dell’affidamento, della realizzazione e della gestione dell’intervento, avendo la funzione di “stazione appaltante”. Lo scopo di quest’operazione è di far ripartire un progetto, quello dell’autostrada destinata a collegare la Capitale col capoluogo pontino, di cui si parla da vent’anni.

Una storia ventennale

L’autostrada Roma Latina, originariamente definito “corridoio intermodale”, affonda le sue radici nella legge obiettivo del 2001. Era pensata per consentire un collegamento rapido anche per il trasporto di merci che, viaggiando su gomma lungo la Pontina, intendano raggiungere Roma e l’aeroporto di Fiumicino. Il progetto, superato con qualche prescrizione una conferenza dei servizi  (l’opera passa all’interno di tre riserve naturali), viene messo a bando nel 2011 da Autostrade del Lazio che lancia una gara in project financing. Lo Stato, tramite il Cipe, all'epoca ha già accantonato 460 milioni di euro ma il costo dell’intera operazione è decisamente superiore e, se si includono le bretelle di Tor de’ Cenci-A12 e di Cisterna Valmontone, supera i 2,7 miliardi. Serve quindi un consistente contributo provato. La gara, pubblicata nel 2016, viene vinta dal consorzio spagnolo Sis, ma genera una serie di ricorsi che durano anni. E si risolvono soltanto davanti ai giudici del Consiglio di Stato che, sorprendentemente,  annullano la gara. Tutto da rifare.

Ecco perchè è stata annullata la gara

Il project review 

La sentenza di Palazzo Spada, giunta nel 2019, ha l’effetto di riaprire la riflessione sull’intero impianto dell’opera, contestato dai comitati romani, da una parte della sinistra e dal M5s. Il risultato è che l’intervento viene dapprima inserito nel Decreto Semplificazioni del governo Conte I, poi ne viene stralciato, per consentirne un project review realizzato di concerto da un tavolo tecnico cui partecipano la regione, Anas, il ministero delle infrastrutture ed Autostrade del Lazio. Con l’approvazione di questa nuova versione, il destino della Roma Latina e della bretella Cisterna Valmontone si divide. Quest’ultima viene commissariata mentre l’autostrada destinata a collegare la Capitale al capoluogo pontino, no. L’ultimo capitolo di quest’intricata vicenda risale allo scorso agosto con la firma di un protocollo d’intesa tra regione Lazio e Mims. Anzi, è il penultimo capitolo. Le ultime battute spettano infatti all’emendamento appena approvato alla Camera.

La scelta del commissariamento

“Dopo 20 anni di rimpalli, veti di Sinistra e 5S, blocchi, ricorsi e le incertezze di 10 anni di Zingaretti, la Roma-Latina potrà finalmente vedere aperti i propri cantieri. Grazie ad un emendamento da me presentato e cofirmato dal collega Ottaviani, abbiamo ottenuto la nomina di un commissario straordinario con poteri di stazione appaltante che realizzi velocemente l'opera sul modello della ricostruzione del ponte Morandi di Genova” ha commentato la deputata della Lega Giovanna Miele “Per dare un'idea della portata del risultato raggiunto basti ricordare che la Roma-Latina nasce con la legge obiettivo del 2001, il cui bando per la realizzazione arriva solo nel 2011. Poi, il pantano di ricorsi, sentenze, strettoie burocratiche, ultima delle quali la sentenza del Consiglio di Stato che, nel 2019, ha respinto l'ultimo ricorso per un errore nella gara. Un tira e molla che ha costretto il sud del Lazio a fruire di una viabilità inadatta alle esigenze del territorio”. Si riparte quindi dal commissariamento quindi. Salvo sorprese.
 

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