Centrali a biomasse, Comune Sermoneta: “Regole certe per la tutela del territorio”

Nuovo regolamento è stato approvato a maggioranza dal Consiglio. Assessore Centra: “E’ stato stilato con il principale scopo di tutelare l'ambiente e il territorio di Sermoneta”

Il Comune di Sermoneta

Ancora un passo in avanti dell’amministrazione comunale di Sermoneta che mette ordine nel complicato universo delle centrali biomasse. Un nuovo regolamento è stato approvato a maggioranza nella seduta del Consiglio comunale dello scorso 15 giugno. Tecnicamente si chiama “Regolamento per gli impianti per il trattamento degli effluenti di allevamento e delle biomasse finalizzate alla produzione di biometano e/o energia elettrica e/o termica”: il testo è stato portato in Consiglio dopo due tavoli tecnici con tutti i soggetti istituzionali e tre Commissioni convocate ad hoc.

“Il Regolamento è molto restrittivo rispetto ad altri adottati da altre Amministrazioni locali, ed è stato stilato con il principale scopo di tutelare l'ambiente e il territorio di Sermoneta”, spiega l'assessore all'ambiente Annarosa Centra.

“Sono state dettate indicazioni precise sui materiali da utilizzare negli impianti elencandoli in maniera analitica ed escludendone alcuni che ritenevamo più pericolosi per le eventuali emissioni odorigene e per l'eventuale possibilità di sfuggire al controllo sanitario da parte del Servizio Veterinario, come ad es. i materiali indicati nell'articolo 2 e 3 del Regolamento comunitario 1069/2009 consentendo solo l'utilizzo dello stallatico e la mondiglia”.

“È stato stabilito che - spiegano dal Comune di Sermoneta -, per un principio di precauzione, verranno esaminate dall'Ufficio tecnico le richieste secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande (quelle precedentemente presentate sono decadute), dando la precedenza agli impianti aziendali/interaziendali che vengono asserviti alla chiusura in loco del ciclo produttivo e che utilizzano i materiali di scarto delle coltivazioni locali. È stato fatto divieto assoluto di utilizzo di materia derivante da rifiuti o da attività di depurazione e sono state stabilite anche delle misure di compensazione ambientale orientate ad interventi di opere verdi, interventi per esempio di illuminazione pubblica a basso consumo etc.

È stato inoltre stabilito che le biomasse dovranno provenire entro un raggio di massimo 30 Km dal confine comunale rispettando la "filiera corta" ed ogni impianto potrà avere una potenza massima di 1 MW; state stabilite nel Regolamento anche le condizioni di tracciabilità del materiale in ingresso che dovranno essere rispettate, pena la revoca dell’autorizzazione".

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Abbiamo lavorato duramente su questo regolamento insieme ai tecnici – conclude la Centra – perché la materia è delicata e ci sono leggi nazionali e comunitarie che hanno liberalizzato il settore, ponendo di fatto i Comuni a dover fronteggiare un fenomeno che può portare vantaggi solo se è davvero controllato. Ecco perché crediamo di aver fatto, come Amministrazione comunale, un ottimo lavoro a tutela del nostro territorio, anche in prospettiva dell'impegno assunto con il Patto dei Sindaci di ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020”.

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