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Comune, De Marchis: “Altro Consiglio a vuoto. Tutto fermo da un anno”

L’affondo del consigliere del Pd al termine della seduta di questa mattina: “Situazione inaccettabile. Da oltre un anno denunciamo l’immobilismo e i costi dell’inattività della massima assise cittadina”

“Non si capisce se la causa sia l’eterna litigiosità della maggioranza, non è chiaro se sia la mancanza di risorse, fatto sta che il Consiglio comunale di Latina è di fatto inattivo da oltre un anno”.

E’ il commento del consigliere comunale del Pd, Giorgio De Marchis al termine della seduta di questa mattina. “L’ennesima dimostrazione l’abbiamo avuta oggi quando dopo quattro ore di assise e due sospensioni di un’ora l’una, su 22 punti all’ordine del giorno si è riusciti a discutere un solo punto che è stato tra l’altro bocciato”.

Il democratico denuncia l’inutilità della seduta odierna tornando a sottolineare lo stato di immobilismo del Comune di Latina. “In questi mesi – ricorda De Marchis - tolta la ratifica di alcuni debiti fuori bilancio, l‘attività consiliare è stata quasi inesistente. Cinque Consigli dall’inizio dell’anno, nessuna seduta significativa, per il resto nulla di più, solo mozioni su mozioni che spesso trattano di questioni per le quali il Consiglio comunale non ha alcuna competenza.

Tutto questo è inaccettabile perché oltre a produrre una paralisi amministrativa evidente – spiega il consigliere - rappresenta un onere insostenibile per il bilancio del Comune considerato che ogni seduta costa circa 30mila euro”.

“Qualche mese fa – ricorda De Marchis - presentammo una mozione per la riorganizzazione dei lavori consiliari e delle commissioni chiedendo la riduzione del numero di queste ultime, il loro accorpamento e la calendarizzazione di un Consiglio comunale alla settimana per smaltire tutti il lavoro programmato. La maggioranza bocciò la mozione sostenendo la regolarità dei lavori consiliari, dunque l’infondatezza della nostra iniziativa.

Il triste spettacolo cui abbiamo assistito oggi dimostra che la ragione è dalla nostra, per questo – conclude il democratico - torneremo alla carica in consiglio presentando un’ulteriore proposta per chiedere la revisione dei lavori consiliari. A questo punto sarà chiaro che chi non aderirà alla proposta lo farà perché ha interesse a mantenere lo status quo dell’inefficienza”.

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