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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Protesta degli autotrasportatori a Fondi, Simeone (FI): "La Regione risponda all'appello del comparto"

Il consigliere regionale chiede interventi mirati di sostegno

“La mobilitazione degli autotrasportatori, in presidio permanente presso il Mercato ortofrutticolo di Fondi, non può restare inascoltata. Come istituzioni abbiamo il dovere, a tutti i livelli, di intervenire non limitando la nostra azione alla solidarietà di facciata". Lo afferma Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale del Lazio, a proposito della protesta che da giorni stanno portando avanti gli autotrasportatori riuniti al Mof di Fondi.

"Raccogliendo l’appello dei lavoratori e facendo seguito anche all’intervento del deputato europeo Salvatore De Meo - continua il consigliere regionale Simeone - ho inoltrato una nota al presidente della regione Lazio Zingaretti, al vice presidente Leodori e all’assessore alla mobilità Alessandri, chiedendogli di recepire le istanze avanzate dai rappresentanti del comparto direzionando gli interventi su assi che si ritengono prioritari a partire dalla definizione della messa in sicurezza e implementazione della rete infrastrutturale del Lazio e della provincia di Latina da decenni inadeguate a supportare il flusso di traffico che vi riversa e a garantire tempi di percorrenza compatibili con le esigenze delle imprese. Il riferimento corre alla realizzazione della Roma- Latina, da anni assicurata e mai realizzata, al collegamento in pedemontana di Formia e all’ammodernamento della Formia-Cassino, nonché alla messa in sicurezza della 156 dei Monti Lepini, nel tratto di collegamento con la Frosinone Mare. Tutti progetti realizzabili su cui ad oggi, nonostante molti annunci, è mancata la volontà politica di metterli in cantiere con il risultato di aver innescato un’emergenza, quella contingente del comparto dei trasporti, su quella endemica dell’assenza di strade e collegamenti adeguati del nostro territorio con il resto d’Italia". 

"Contestualmente - aggiunge l'esponente di FI - ho chiesto di avviare un tavolo, alla presenza di tutte le istituzioni interessate, tra cui Regione, Provincia, Comuni, dei rappresentanti del comparto e dei rappresentanti istituzionali della provincia di Latina e del Lazio, per definire proposte concrete mirate a sollecitare il Governo ad intervenire per risolvere le criticità del comparto legate ai rincari nonché a definire, con un cronoprogramma certo che faccia leva anche sui fondi del Pnrr, gli interventi strategici sul sistema infrastrutturale dei nostri territori. Siamo di fronte ad una situazione di massima emergenza. Il presidio di Fondi è, infatti, esemplificativo dello stato di disagio e dell’esigenza di dare risposte chiare ed immediate ad una molteplicità di criticità che stanno pesando come macigni sulla attività degli autotrasportatori e sulla sussistenza stessa delle imprese che rappresentano. Oggi gli operatori del comparto stanno fronteggiando con notevoli difficoltà il costante rincaro dei carburanti, dei pedaggi autostradali, delle manutenzioni dei mezzi, nonché l’endemica mancanza di camionisti e la fragilità, unita alla assoluta inadeguatezza e assenza di sicurezza, del sistema infrastrutturale che caratterizza soprattutto il Lazio e la provincia di Latina. Gli aumenti vertiginosi delle materie prime, di luce e gas, infatti, come sottolineato dalle associazioni datoriali, riguardano anche il gasolio per autotrazione, che è ancora largamente il carburante più diffuso, ma anche l’additivo AdBlue per i veicoli più moderni e il Gnl (gas naturale liquefatto). Parliamo di aumenti generalizzati di oltre il 25% in un anno, con maggiori costi per oltre 535 milioni di euro che l’autotrasporto non riesce a ribaltare sui propri committenti e che finiscono per scaricarsi interamente sui già risicati margini di profitto delle aziende. Il comparto dei trasporti, e di riflesso quello ortofrutticolo proprio in ragione della deteriorabilità della merce trasportata, è quello che più di ogni altro sta pagando il prezzo dei rincari con pesanti ripercussioni sull’intera filiera. Il blocco del settore comporterebbe, infatti, il fermo del Mof che rappresenta la piattaforma logistica agroalimentare più grande d’Italia, e la seconda in Europa, nella movimentazione e lavorazione delle materie prime con conseguenti ricadute pesantissime nell’approvvigionamento dei mercati di riferimento e di servizi fondamentali per i nostri cittadini. Si tratta di una protesta legittima nei contenuti e condivisibile nelle richieste avanzate a cui come istituzioni abbiamo il dovere prioritario di dare risposte concrete e rapidamente attuabili”.

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