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Collegato di bilancio, è scontro in consiglio regionale sul testo e sulla data delle elezioni

Opposizioni all'attacco del presidente uscente Nicola Zingaretti

È diventato il terreno per la resa dei conti tra maggioranza ed opposizione. Il collegato di bilancio, atto conclusivo dell’esperienza come presidente della regione Lazio di Nicola Zingaretti, si è trasformato in un “antipasto” dell’ormai imminente campagna elettorale. Per la minoranza, la proposta di legge regionale attualmente in discussione rappresenta il manifesto del fallimento di Zingaretti che, al fotofinish, starebbe cercando di racimolare consenso. Per la maggioranza, invece, il collegato è il coronamento di 5 anni di lavoro molto intensi.

Il testo, che tornerà in aula lunedì 7 novembre per analizzare i 64 articoli presenti, era stato molto crtiticato già in commissione bilancio. Per la minoranza il collegato di bilancio andava snellito e, soprattutto, andavano tolti dei provvedimenti troppo impattanti, soprattutto perché adottati a fine legislatura. Nella seduta che si è tenuta giovedì 3 novembre, il collegato è stato discusso dall’aula, senza però entrare nei particolari della legge.

Opposizioni all’attacco

Sono stati sette i consiglieri di minoranza che hanno voluto prendere la parola durante l’ultimo consiglio regionale, tutti molto critici nei confronti del collegato di bilancio e del presidente Zingaretti.

Il vicepresidente del consiglio regionale, Giuseppe Emanuele Cangemi (Lega), ha sottolineato come l’esame del collegato rappresenti anche un momento di analisi del lavoro fatto dalla giunta regionale, “un lavoro deludente – secondo Cangemi – soprattutto da parte di alcuni assessori. Vi è stato un silenzio assordante su alcuni temi, come quelli legati al covid o alla questione delle mascherine”. Per il vicepresidente “il giudizio passa ora agli elettori, che non potranno non valutare i fallimenti della Giunta Zingaretti”.

Rinvio delle elezioni

Durissimo il gruppo di Fratelli d’Italia che, in una nota, descrive Zingaretti come un “un giocatore di scacchi perdente” che si arrocca “sulla scacchiera del potere e non si dimette, per consentire al Partito democratico il velleitario tentativo di ridare consistenza alla ammucchiata di centro sinistra ormai in disfatta”. Secondi i meloniani, Zingaretti starebbe “di fatto rinviando le consultazioni elettorali regionali, che si sarebbero potute tenere addirittura insieme alle politiche, trascurando la soluzione delle vere priorità del territorio che potevano già essere affrontate da una nuova Giunta”.

“Fallimentare” è il termine usato da Fabrizio Ghera (FdI) per riassumere il bilancio della seconda consiliatura di Zingaretti. “Sarebbe stato opportuno lasciare alcune scelte alla prossima Giunta che scaturirà dalle elezioni”, ha aggiunto il capogruppo di Fratelli d’Italia, il quale ha anche motivato la scelta di non presentare emendamenti “per non prolungare oltre modo quella che è stata definita una agonìa”.  Per Massimiliano Maselli l’unica “norma interessante è quella sul trasferimento di poteri a Roma capitale, condividiamo lo spirito, ma non andava inserita in questo calderone. Stesso trattamento va riservato ai comuni capoluogo”.

10 anni di nulla

Giuseppe Simeone di Forza Italia vede nel collegato di bilancio un modo per  tentare di “colmare 10 anni di nulla, inserendo norme e normette scollegate tra loro”. Sergio Pirozzi (Lega) ha ricordato all’Aula alcuni provvedimenti approvati durante questa legislatura, come quello per i comuni colpiti dal terremoto, ma ha lamentato l’inerzia della burocrazia: “Ancora oggi non c’è il bando e non aver dato seguito a una legge che riservava una porzione dei fondi europei per sostenere quei comuni interni del Lazio, ancora al palo, vuol dire che abbiamo perso una grande opportunità”, ha detto l’ex sindaco di Amatrice. Infine, Pirozzi ha illustrato il suo unico emendamento, riguardante la raccolta di legname negli alvei dei fiumi, “perché quando torneranno le piogge potremmo ritrovarci ad affrontare nuove emergenze”, ha detto. Pasquale Ciacciarelli (Lega) ha dichiarato che “questo provvedimento stravolge molta legislazione, francamente sarebbe stato meglio evitarlo”

Lazio eccellenza nazionale nella lotta al covid

Per la maggioranza, è intervenuta la capogruppo Pd, Marta Leonori, la quale ha rivendicato come il Lazio sia stato “un’eccellenza a livello nazionale nelle azioni di contrasto alla pandemia e nel sostegno ai cittadini. Da quell’esperienza, dalla verifica della debolezza del sistema sanitario abbiamo preso spunto e abbiamo deciso di puntare buona parte delle risorse del Pnrr su questo settore. Con questo provvedimento concludiamo il lavoro di questi cinque anni, in cui abbiamo approvato molte riforme importanti. Un lavoro fatto sempre con l'obiettivo di migliorare la vita dei cittadini”.

A chiudere la discussione generale è stata la replica dell’assessora al turismo, Valentina Corrado: “Nel dibattito l'opposizione non ha tenuto abbastanza conto dell'attività della giunta – ha spiegato – attività che ha dato risposte concrete, anche nell'emergenza causata dalla pandemia. Solo per parlare del mio assessorato, c’è stato un importante cambio di passo nella strategia di promozione turistica con la nuova legge, un piano marketing importante, con uno spot andato in onda ovunque e la realizzazione di serie televisive trasmesse nei cinque continenti. Ma penso anche alle misure per i piccoli comuni, agli otto milioni per prevenire il dissesto idrogeologico nei comuni montani: alle polemiche sterili rispondiamo con gli atti concreti e anche in questo collegato troviamo norme importanti per sostenere i cittadini alle prese con il caro bollette”.

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