Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

“Resto al Sud”, le agevolazioni per nuove attività estese anche a Ponza e Ventotene

L’ipotesi di allargare gli incentivi alle isole minori annunciato dal Ministro Carfagna è partita dall’arcipelago pontino

Le agevolazioni di "Resto al Sud" - l'incentivo che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria) - saranno estese anche alle isole minori delle altre regioni italiane tra le quali le pontine Ponza e Ventotene. Ne ha dato notizia il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, in occasione della sua partecipazione alla riunione del Tavolo istituzionale permanente del CIS Santo Stefano-Ventotene, su invito della Commissaria straordinario di Governo, Silvia Costa. A lanciare la proposta di allargare questa misura alle piccole isole partendo simbolicamente da Ventotene-Santo Stefano, era stata proprio la Costa in una lettera inviata alla Carfagna. 

Ideato per sostenere l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali da parte di giovani fino a 35 anni residenti o disponibili a stabilirsi nelle Regioni del Mezzogiorno e lo sviluppo delle neo imprese già costituite negli stessi territori da giovani imprenditori, il regime di aiuto Resto al Sud è stato successivamente ampliato al cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria), con il target allargato prima ai soggetti di età inferiore ai 46 anni e ai liberi professionisti e poi, con la manovra 2021, fino a un'età massima di 55 anni.

Le proposte imprenditoriali possono riguardare: attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; turismo; attività libero professionali sia in forma individuale che societaria.

La misura copre il 100% dei costi di avvio delle nuove iniziative imprenditoriali, per il 50% in forma di finanziamento bancario assistito dal Fondo di garanzia per le PMI e per il 50% in forma di contributo a fondo perduto, fino a un massimo di 50mila euro per ogni richiedente e fino a 200mila euro nel caso di società composte da quattro soci.

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